Allarme aggressioni contro i volontari del 118 – Quando sono loro a finire al Pronto Soccorso

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Sono sempre più numerosi i casi di aggressioni a volontari del 118, un fatto che rasenta l’incredibile e che ha spinto la Croce Rossa Italiana a raccogliere dati che saranno diffusi a livello nazionale a dicembre, durante la “Giornata nazionale dei diritti umani”.

Si sommano gli episodi incresciosi. Se i casi più gravi coinvolgono la Campania, dove la magistratura ipotizza anche il coinvolgimento della camorra per questioni di appalti e racket negli episodi di maggior violenza (in questo caso per i volontari si organizzano anche corsi di autodifesa), anche in altre regioni italiane la situazione è piuttosto grave.
In Toscana , a Pisa, poche settimane fa, alcuni operatori sono stati circondati minacciosamente dai presenti perché stavano soccorrendo un extracomunitario ridotto male “Lasciatelo stare, piuttosto buttatelo in Arno”, sono le frasi che i volontari hanno ascoltato, mentre a fatica cercavano di trasportare lo straniero sull’ambulanza, ostacolati da alcuni passanti.

A Rho alcuni volontari hanno raccontato che si trovavano a bordo dell’ambulanza dopo un incidente, fermi, in attesa dei primi interventi di rianimazione. Ma i parenti della vittima dell’incidente pensavano che stessero perdendo tempo e hanno assalito il mezzo.
Nel Torinese il caso recente più eclatante è stato quello di Venaria Reale, in corso Matteotti, quando un uomo che aveva richiesto l’intervento di un’ambulanza per prestare i soccorsi all’anziana suocera si è scagliato contro i volontari, colpevole a suo dire di ritardo: pugni e calci al loro arrivo e le frasi finali: “Fate schifo, siete sempre in ritardo. Non si gioca con la vita delle persone”.
L’aggressore si era poi pentito, ma intanto i colpi ai due componenti dell’equipe medica della Croce Verde erano arrivati.

La misura è colma, c’è un senso di distacco e sfiducia da parte dei cittadini, che è diventato insopportabile. Eppure in Italia il 118 è un servizio efficiente” – ha dichiarato Fabrizio Pregliasco, presidente Anpas nazionale, ripreso dal settimanale Venerdì di Repubblica.

Alla sua voce si aggiunge quella del vicepresidente Rosario Valastro: “Se le ambulanze continueranno a subire aggressioni, sarà difficile trovare personale disposto a salirci. E allora sì che sarà un vero problema”. Chi può dargli torto?

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