Caso Mirafiori – “Da troppi anni Fca annuncia piena occupazione, poi batte cassa al governo di turno”

19/12/2018

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"E' ora di fare chiarezza in merito ai piani industriali e occupazionali dell’azienda"

“La richiesta di cassa integrazione straordinaria presentata da Fca, sarà esaminata in sede di esame congiunto mercoledì 19 dicembre presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, alla presenza delle parti sociali e della Regione Piemonte. La Cigs richiesta è in deroga a quella normalmente concedibile ed è connessa alla realizzazione del programma di industrializzazione del nuovo modello Fiat 500 Elettrica che sarà il primo veicolo prodotto da Fca Italy S.p.a. con trazione totalmente elettrica”. È quanto dichiarato in aula dall’assessora al Lavoro, Gianna Pentenero, nel rispondere all’interrogazione a risposta immediata del consigliere Marco Grimaldi (Liberi e Uguali).

“La Regione – ha proseguito Pentenero – è impegnata a promuovere tutte le opportunità di sviluppo industriale e territoriale, in tal senso è stata proposta la candidatura per il riconoscimento di area di crisi complessa per l’area metropolitana di Torino, che riguarda anche il coinvolgimento della filiera automotive nello sviluppo di sistemi, componenti, soluzioni per la mobilità elettrica ed ibrida. Il progetto di Fca si inserisce in questo contesto.

Se verrà riconosciuta l’area di crisi complessa le ditte operanti al suo interno potranno fruire di un trattamento di integrazione salariale straordinaria sino al limite massimo di 12 mesi e comunque entro i limiti di spesa previsti e legati alle annualità deliberate dal Governo.

Sono troppi anni che Fca annuncia la piena occupazione e poi puntualmente “batte cassa” al governo di turno per avere ore e ore di cassa integrazione – ha dichiarato in aula il consigliere Marco Grimaldi – “Sarebbe ora di fare chiarezza in merito ai piani industriali e occupazionali dell’azienda. Ci sono troppo famiglie che da troppo tempo chiedono certezze per il loro futuro. Sul tavolo vi è anche l’ipotesi di attivare contratti di solidarietà “che almeno avrebbero il pregio di far lavorare più persone”.

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