Cavallerizza in fiamme – Un esposto alla Corte dei Conti per danno erariale

08/11/2019

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“Ci sono le condizioni per chiedere di verificare se ci sia stata mala gestio"

Negli ultimi anni ben 3 incendi hanno colpito la struttura. “Anche oggi le cronache dei giornali ci raccontano della trattativa in atto tra gli occupanti abusivi della Cavallerizza e le autorità. Dopo ben tre incendi e gli enormi danni provocati da questi personaggi, direi che siamo alla farsa”. Così Roberto Rosso, capogruppo Fdi in Comune esordisce nel presentare l’esposto-denuncia, depositato alla Procura generale del Piemonte della Corte dei Conti affinché si verifichino “i danni erariali provocati dall’abbandono e dall’occupazione abusiva di un immobile pubblico pagato 37 milioni, patrimonio dell’Unesco, incendiato ben tre volte (nel 2014, nel 2016, nel 2019) e per il quale si pensa di spendere altri 5 milioni, con la prospettiva che venga affidato nuovamente agli occupanti abusivi, magari perché lo lascino bruciare per la quarta volta”.

“Ci sono le condizioni per chiedere di verificare se ci sia stata mala gestio. La Cavallerizza è un bene Unesco che dovrebbe qualificare la città di Torino, invece è occupato abusivamente da anni ed è andato a fuoco tre volte. Non sono contro la creatività artistica giovanile – sottolinea Rosso – ma qualsiasi bene pubblico deve essere affidato con un bando e deve esserci un legittimo gestore e non degli occupanti abusivi: è così per le piscine, per le bocciofile, per i centri sociali degli anziani, per i campi sportivi e bisogna farlo anche per un grande patrimonio culturale come questo, in modo che non sia travolto dall’incuria”.

Persino il Questore di Torino, nei giorni successivi l’ultimo incendio, aveva parlato di un quadro di diffusa illegalità. “Ma non voglio entrare in questioni che spettano alle autorità di Polizia. Da amministratore pubblico – spiega – non posso però ignorare il fatto che in questo modo la collettività stia perdendo molto denaro. Sono soldi, valori pubblici, lasciati colpevolmente nelle mani di non meglio identificati collettivi privati che senza bando, senza gara, senza un progetto condiviso, magari facendo anche del business all’interno, hanno occupato l’immobile. In più scopriamo che il Comune ha pagato pure i consumi d’acqua a questi signori: 12mila euro giustificati con una perdita”.

Una struttura di grande pregio che “potrebbe essere utilizzata davvero per finalità pubbliche, da quelle museali a quelle di centro incontri, come sale espositive o addirittura teatrali. Invece niente, ci sono abbandono, soldi spesi, incendi e fatiscenza. Di fronte a questi danni erariali milionari non penso che la Corte dei Conti, molto attenta in tanti casi anche di piccola entità, possa evitare quantomeno di aprire un fascicolo”.

Nel 2014 le fiamme distrussero i magazzini del Circolo dei Beni Demaniali. In quel caso si trattò di un incendio doloso, appiccato con cinque bottiglie di liquido infiammabile, secondo le affermazioni delle maggiori testate giornalistiche e dell’allora Questore Giuseppe De Matteis – il Complesso della Cavallerizza Reale, da “Bene Comune” si era trasformato in “problema di ordine pubblico”.

Nell’esposto, presentato da Rosso, si legge: «L’occupazione della Cavallerizza da parte di soggetti privati, considerati i danni rilevanti causati dagli incendi che si sono susseguiti negli ultimi anni, l’ultimo il 21.10.2019, che ha colpito le ex stalle, cioè le cosiddette Pagliere, può costituire un danno erariale per il Comune di Torino avendo la questione Cavallerizza raggiunto ormai un tale livello di spregio delle regole e di palese favoritismo nei confronti di alcuni privati” tale da giustificare un intervento dei magistrati contabili, al fine di verificare se l’occupazione, non costituisca un danno erariale per le casse del Comune, imputabile all’attuale amministrazione.
Peraltro la preoccupazione per il futuro della Cavallerizza è esponenziale sapendo che entro fine novembre partiranno i primi interventi di riqualificazione, per il quale il Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini ha messo a disposizione 5 milioni di euro, di cui la prima tranche da un milione e 800 mila euro permetterà la messa in sicurezza della Corte delle Guardie. Successivamente verranno demolite le superfici all’interno del Maneggio Alfieriano: in questo edificio verranno condotte indagini strutturali, architettoniche ed impiantistiche oltre i controlli sulle facciate. A seguito delle attività ispettive Palazzo Civico potrà decidere di usare i restanti 3 milioni e 200 mila euro per attuare interventi di recupero dell’edificio che risulta essere occupato dal 2015 per impedire la vendita del complesso, decisa dall’ex sindaco Fassino. La massima allerta è rappresentata dalla scelta di dare in gestione proprio agli attuali occupanti, la Cavallerizza una volta terminate le opere e i lavori per il restauro».

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