Cavallerizza – Storia del gioiello Unesco dall’esistenza tormentata

23/10/2019

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I riflettori sono di nuovo accesi sul patrimonio di architettura barocca

Il nuovo incendio che si è sviluppato all’alba di due giorni fa nelle Pagliere  ha travolto il tetto della struttura storica.

La notizia ha fatto il giro del mondo, a testimonianza dell’importanza e del valore storico e architettonico della Cavallerizza Reale di Torino, patrimonio dell’Unesco dal 1997 assieme all’intero complesso delle residenze sabaude.
Da qualche anno la struttura è occupata da collettivi di artisti e rider.

Si indaga sulle cause del rogo divampato nelle ex stalle della Cavallerizza, chiamate «Le Pagliere», dove si trovano i magazzini e dove viene accatastato materiale di risulta.
Ma le fiamme di due giorni fa non sono state purtroppo un caso isolato: il rogo ha infatti un precedente datato 2014. In quell’anno un incendio distrusse i magazzini del Circolo dei Beni demaniali. Si trattò in quella circostanza di un incendio doloso, appiccato con cinque bottiglie di liquido infiammabile.

E’ dunque un’esistenza tormentata quella della Cavallerizza Reale, ancora alla ricerca di una collocazione. Ora l’area interessata dall’incendio è stata messa sotto sequestro. Fortunatamente, ha spiegato il prefetto di Torino Palomba : “il rogo è stato domato e non ci sono stati feriti”.

A caldo la sindaca Appendino ha commentato: “Ferisce vedere un edificio storico tra le fiamme. Ora è presto per fare altre valutazioni. Ci saranno accertamenti sulle cause, ma è evidente che la Cavallerizza così non può stare”. Mentre il presidente della regione Piemonte Alberto Cirio è andato all’attacco: “E’ andato a fuoco un patrimonio Unesco dell’Umanità perché da tempo era occupato abusivamente senza che le istituzioni se ne siano particolarmente occupate perché tornasse la legalità”, Cirio ha promesso inoltre un impegno della Regione per il suo recupero.

Cavallerizza – Un gioiello dell’architettura barocca, patrimonio dell’Unesco.

La Cavallerizza Reale è una delle strutture storiche forse meno note in città. Ma è senza ombra di dubbio uno dei gioielli architettonici di Torino, collocato nel bel mezzo del «quartiere di comando» cittadino. L’intero complesso fu inserito dall’Unesco come patrimonio mondiale dell’Umanità, con questa motivazione: perché offre “una panoramica completa dell’architettura monumentale europea nei secoli XVII e XVIII, utilizzando lo stile, le dimensioni e lo spazio per illustrare in modo eccezionale la dottrina prevalente della monarchia assoluta in termini materiali”.
Un monumento di architettura barocca, per la cui realizzazione collaborarono grandi architetti di corte: Amedeo di Castellamonte, Filippo Juvarra e Benedetto Alfieri.

Negli ultimi anni la Cavallerizza Reale aveva ospitato il Teatro Stabile di Torino. Ma a causa delle riduzione delle produzioni, il Teatro fu costretto a restituire la struttura al Comune.
Cinque anni fa il tentativo da parte della Città di vendere ai privati la struttura per la realizzazione di abitazioni di lusso. Un progetto che scatenò la protesta della cittadinanza e che si arenò solo dopo un anno. La protesta portò anche all’occupazione di parte dello stabile.
Solo pochi mesi fa, a marzo del 2019, è stato siglato un accordo fra Comune di Torino e Cassa depositi e prestiti con l’obiettivo di cercare partner privati per la ristrutturazione dell’intero complesso.
Ora i riflettori sono di nuovo accesi sul patrimonio di architettura barocca, che non aspetta altro che una valorizzazione consona al suo prestigio.

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