Con l’ ‘Arresto Differito’ decine di pusher in manette – Ecco la nuova arma contro gli spacciatori

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La sentenza è arrivata a Genova, ma il provvedimento potrà estendersi in particolare in quelle città dove il problema relativo allo spaccio è molto diffuso.
Torino è sicuramente fra le capolista di questa classifica non certo gratificante. Come ben sanno i residenti, sono numerosi i quartieri che devono convivere quotidianamente con bande di pusher, subendo i relativi problemi di degrado e disagi legati alla presenza di situazioni illegali.

Ieri i giudici del tribunale di Genova hanno condannato diciannove pusher di origini senegalesi (la maggior parte erano richiedenti silo) che erano stati fermati a dicembre dello scorso anno nel corso di una maxi operazione antidroga.

Ed è stato in quel caso che gli agenti, con il supporto dell’autorità giudiziaria, avevano utilizzato la tecnica dell’’arresto differito’ per la prima volta.

 

Di cosa si tratta

L’arresto differito consente di effettuare arresti come se questi avvenissero in flagranza anche a distanza di giorni. E necessario che la prova a supporto sia documentata da filmati oppure che sia inequivocabile.

Si tratta di un nuovo strumento, fino ad oggi mai utilizzato per indagini sullo spaccio di droga.

Il tribunale di Genova in quest’ultimo caso ha disposto per gli spacciatori pene da un minimo di sei mesi a un massimo di 1 anno e 8 mesi, con rito abbreviato.

A tutti i componenti della banda di senegalesi è stato riconosciuto l’aggravante dello spaccio vicino a scuole e centri di aggregazione e a nessuno è stata concessa la condizionale.
Arresto differito: una tecnica che può garantire pene più severe per la lotta contro lo spaccio di droga, arrivando in soccorso di quei quartieri dove questa attività è quanto mai florida e continua.

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