Crisi Teatro Regio, scontro totale Appendino- Fassino “Lacrime di coccodrillo”. “Cultura in stato comatoso”

09/10/2018

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La messa in scena del Trovatore di Giuseppe Verdi resta a forte rischio. Oggi la decisione

La crisi del Teatro Regio innesca anche lo scontro fra Chiara Appendino e l’ex sindaco Piero Fassino: la prima del Teatro prevista per mercoledì con la messa in scena del Trovatore di Giuseppe Verdi resta a forte rischio.

Oggi la decisione definitiva, dopo l’incontro fra le Rsu e il sovrintendente William Graziosi prevista alle ore 12..

Dalle 15 alle 16 si terrà l’assemblea, mentre oggi salterà la prova generale dell’opera.  “Una giornata decisiva, non si è mai cista una situazione così brutta al Tetro Regio” è il commento preoccupato di Pietro Gabriele, segretario generale di Sic Cgil.

Il taglio del Fus di 2 milioni di euro è un colpo molto duro per il Teatro. Giovedì la sindaca di Torino Chiara Appendino si recherà a Roma per un incontro al ministero ai Beni Culturali, con l’obiettivo di trovare una soluzione.

Intanto, durante la presentazione degli European Masters Games, in programma il prossimo anno a Torino, Chiara Appendino ha attaccato l’ex sindaco Fassino

“Non mi assumo la responsabilità di tutto quello che è successo e che ha portato la crisi del Teatro Regio e quelle dell’ex sindaco Fassino mi sembrano lacrime di coccodrillo ha dichiarato Chiara Appendino, aggiungendo –Questa amministrazione non ha tagliato un centesimo al Teatro Regio a differenza delle altre. Abbiamo mantenuto i contributi. Quest’anno, in più, stanziamo 6 milioni di euro e non i 4 soliti per interventi straordinari. Abbiamo fatto il massimo e continueremo a farlo”.
Quindi, ha concluso: “Non è la novità di oggi che il teatro fosse in difficoltà. Forse è una novità per chi ci ha preceduto perché magari non l’ha voluto dire. Vogliamo tutelare i posti di lavoro, il piano industriale è il nostro faro”.

Non è tardata ad arrivare la replica di Piero Fassino.

“Ho fatto il Sindaco negli anni di più dura crisi economica della città – risponde Fassino – “e in anni segnati da pesanti tagli di risorse pubbliche a disposizione dei Comuni. Ma non mi sono mai messo a piangere, né ho scaricato la responsabilità sui sindaci precedenti. Anziché fare processi al passato – aggiunge – l’Amministrazione dovrebbe spiegare perché ha lasciato che i maestri Noseda e Fournier se ne andassero. Se poi per due anni il sovrintendente Vergnano è stato confermato nel suo incarico anche dall’attuale sindaca significa che se ne è apprezzata la competenza e non si è ritenuto di introdurre alcuna discontinuità nella gestione del Teatro. Insomma – conclude Fassino – “anziché intentare processi retrospettivi si dimostri di essere capaci di governare. Il sistema culturale torinese è in stato comatoso. Per non parlare della penosa e fallimentare conduzione della candidatura olimpica. Se non si rimedia in fretta a piangere saranno i torinesi”.

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