La crisi Pernigotti e la morte del Made in Italy – “La Regione valuta l’acquisto del marchio”

14/11/2018

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Lo stabilimento dolciario della Pernigotti è a serio rischio chiusura dopo 158 anni di attività

Anche la Regione Piemonte è in campo nella battaglia per salvare la Pernigotti di Novi Ligure: una rassicurazione che arriva direttamente dal presidente Sergio Chiamparino, rivolta alle organizzazioni sindacali ricevute in Consiglio regionale.

“Siamo purtroppo davanti a un nuovo caso di acquisizione da parte di un gruppo straniero intenzionato a tenersi il marchio, disinteressandosi della sorte delle lavoratrici e dei lavoratori, e provocando una drammatica ferita nel tessuto produttivo e sociale del Novese. La Regione è pronta a intraprendere tutte le azioni possibili, anche amministrative se del caso, per impedire la beffa dello scippo del marchio storico Pernigotti e il danno della perdita del lavoro di più di cento fra lavoratrici e lavoratori. Stiamo cercando di capire se nella produzione della Pernigotti ci siano materie prime d’eccellenza piemontese il cui utilizzo non può essere disgiunto dalla territorialità nella produzione”, ha detto il governatore.

Lo stabilimento dolciario della Pernigotti è a serio rischio chiusura dopo 158 anni. Il gruppo turco Toksoz, dal 2013 proprietario della storica azienda, ha annunciato la decisione di chiudere lo stabilimento.

All’incontro in Regione erano presenti il presidente del Consiglio Nino Boeti, il consigliere segretario Giorgio Bertola, numerosi altri consiglieri e consigliere; sono anche intervenuti l’assessora regionale al Lavoro Gianna Pentenero e il sindaco di Novi Ligure Rocchino Muliere.

“Una decisione, quella del gruppo turco, incomprensibile e inaccettabile, che va contrastata in ogni modo. Il gruppo turco intende però tenere il marchio e la rete commerciale. In sostanza, quindi, il cioccolato verrà fatto tutto altrove e verrà chiuso lo stabilimento di Novi, con la perdita di tutti i posti di lavoro” ha detto Muliere.

Una scelta che contribuisce una volta di più alla morte del made in Italy.

“La crisi della Pernigotti – ha spiegato Pentenero, che lunedì 12 novembre ha partecipato al Consiglio comunale aperto a Novi Ligure – giunge mentre stiamo già lavorando per la Jde di Andezeno, in provincia di Torino, due vicende drammaticamente simili. In questo caso la Regione Piemonte chiederà in primo luogo all’azienda di cambiare la causale della cassa integrazione da cessazione di attività a riorganizzazione, che presuppone investimenti e un piano di sviluppo”. Richiesta che sarà portata al tavolo convocato giovedì 15 novembre dal Ministero dello Sviluppo Economico, “a cui mi auguro – ha aggiunto Pentenero – che l’azienda si presenti con un proprio interlocutore autorevole”.

Intanto, la Regione Piemonte, attraverso la finanziaria Finpiemonte, verificherà “la possibilità di acquisire dalla Toksoz il marchio Pernigotti, i suoi brevetti e lo stabilimento di Novi Ligure”.

La Giunta, in questo caso, darebbe mandato a Finpiemonte “al fine di individuare un soggetto che rilevi l’azienda e garantisca la produzione sul territorio piemontese. Spetterà inoltre a Finpiemonte definire le clausole contrattuali a tutela della continuità aziendale in Piemonte e dei connessi livelli occupazionali”.

Questo l’impegno preso con l’approvazione all’unanimità dell’ordine del giorno “La Regione acquisisca il marchio Pernigotti”, a prima firma Gianluca Vignale (Mns). Sempre all’unanimità, sono stati approvati al termine della seduta, gli ordini del giorno “Governo e Regione difendano lo stabilimento Pernigotti”, di Valter Ottria (Leu) e “Attivare le misure per scongiurare la chiusura dello stabilimento Pernigotti” presentato da Domenico Ravetti (Pd).

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