La risposta 5 Stelle ai ‘Sì Tav’ “Hanno fatto un po’ di ginnastica. Ora il referendum sarebbe insensato”

13/01/2019

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"Che senso ha commissionare uno studio su elementi oggettivi e poi chiedere agli elettori di negarlo?

La seconda manifestazione di piazza Castello in favore del progetto alta velocità Torino-Lione ha suscitato le risposte taglienti da parte del mondo pentastellato. Il rispetto per i manifestanti è d’obbligo e la prima cittadina Chiara Appendino ha preferito questa volta non commentare la manifestazione.

Di diverso avviso altri esponenti della giunta. Piuttosto tagliente Viviana Ferrero, consigliera 5 Stelle che ha scritto,  in riferimento alla giornata di ieri: “Un po’ di ginnastica dolce, di ripetere come un rosario slogan come “Vogliamo più lavoro”, “L’Italia se lo merita”, “Sì Tav subito”. E diciamocelo, se vuoi quel tipo di Tav lo aspetti almeno 20 anni amour. E poi via, tutti al caldo“.
Maggior severità è riservata a coloro che chiedono il referendum. Daniela Albano, consigliera pentastellata, scrive a questo proposito:
“Un po’ di persone con accessori arancioni hanno trascorso qualche decina di minuti in piazza Castello battendo le mani e intonando cori. Centinaia di migliaia di persone sono passate in Val Susa negli ultimi anni e mai nessuno si è mosso per chiedere un referendum sull’opera. Ora finalmente abbiamo un governo che ha deciso di rendere ufficiale l’inutilità dell’opera, quindi l’unica cosa da fare è aspettare la decisione politica, quella tecnica è abbastanza scontata”.

Ancora sul referendum è intervenuta Valentina Sganga, capogruppo in Comune, con una nota che ha evidenziato le problematiche di un governo insieme al Carroccio: “La presenza in piazza della Lega ha offerto un dato politico estremamente problematico. Trovare una sintesi con chi dice di tifare per il Tav a prescindere dall’analisi costi-benefici fatta fare da Toninelli, è difficile per un movimento che fa del no al Tav un principio fondante del cambiamento”.
Sul referendum?
“Richiederebbe di fatto agli elettori di esprimersi su qualcosa che, come testimonierà certamente l’analisi costi-benefici, è estremamente dannoso – scrive Sganga – “Che senso ha commissionare uno studio su elementi oggettivi e poi chiedere agli elettori di negarlo?

Il consigliere regionale 5 Stelle Giorgio Bertola è sulla stessa lunghezza d’onda:

“Non si possono fare i conti senza l’oste. Non si possono prendere decisioni importanti sulla base di opinioni o umori pre-elettorali, bensì sulle analisi condotte dagli esperti. Se il verdetto della commissione sarà negativo “investiremo i fondi su opere trasportistiche utili per i piemontesi, sulle scuole che cadono a pezzi, su una sanità finalmente al servizio dei cittadini”.

 

 

 

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