La seconda onda Sì Tav invade Torino – Chiamparino e Salvini d’accordo “Unica strada è il referendum”

13/01/2019

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Sul referendum Chiamparino avrebbe già ricevuto il sostegno delle regioni Veneto e Lombardia, governate dalla Lega

Cira trentamila hanno invaso per la seconda volta piazza Castello, per manifestare il a favore della Torino-Lione. Un successo di partecipazione che replica quello di due mesi fa, ancora nel capoluogo piemontese.

Questa volta è stata maggiore la presenza in veste ufficiale di esponenti politici: quasi un centinaio i sindaci provenienti da tutta Italia oltre alla partecipazione rilevante della Lega, con il capogruppo alla Camera Molinari, che dà un forte segnale al Movimento 5 Stelle  e divide nettamente i due partiti di governo sulla questione.

Un nuovo successo, dunque, per le sette “madamin” torinesi, per l’ex sottosegretario di Forza Italia Mino Giachino e dell’Osservatorio 21, che spingono l’onda Sì Tav in Italia.

In piazza anche il presidente dell’Api, l’associazione delle piccole imprese, Corrado Alberto, che al termine della giornata ha dichiarato:

“Anche in questa occasione abbiamo avuto la dimostrazione che la Tav è chiesta non dalle consorterie di potere ma dalla gente che lavora e che produce. La Tav – ha aggiunto – serve a tutti, non solo a Torino ma all’Italia e la presenza qui di centinaia di sindaci lo testimonia. Noi continueremo a lottare non solo per la Tav ma per un progetto di sviluppo fatto di investimenti per un futuro di crescita sociale ed economica”.

Rilevante politicamente, come detto,  la presenza della Lega. Come ha affermato Mino Giachino: “Oggi non sono importanti i numeri, ma è importante che ci sia la Lega perché con loro abbiamo la maggioranza in parlamento”.

Ma, in attesa del responso della commisione preposta all’analisi costi-benefici sull’opera, il punto d’incontro è fra Chiamparino e Salvini, entrambi favorevoli alla Tav, che chiedono a gran voce il referendum per dare la voce ai cittadini sull’argomento.

Il vicepremier, Matteo Salvini, in giornata ha dichiarato: “Se sulla Tav non si arriva ad una sintesi all’interno del governo è giusto che decidano gli italiani. Nel contratto di governo ci sono i referendum propositivi come in Svizzera. Se sullla Tav non c’è un accordo politico la parola passa agli italiani: ho ben chiaro in testa che voterei a favore dello sviluppo e della crescita”

Dello stesso avviso il presidente della Regione Piemonte Chiamparino, che chiama in causa il ministro dei Trasporti Toninelli
“Se Toninelli mantiene le proprie promesse e consegna costi benefici entro gennaio, il consiglio regionale ha tutto il tempo per indire il referendum, in base alla norma che anche in Piemonte prevede la consultazione popolare. Ogni Regione – ha aggiunto – “può convocare una consultazione nel proprio territorio, ad altre regioni vorranno farla e convocarla nel giorno in cui la indirà il Piemonte sarebbe un bel segnale”. Sul referendum Chiamparino avrebbe già ricevuto il sostegno delle regioni Veneto e Lombardia, governate dalla Lega.
Ed è lo stesso Toninelli a commentare con toni distensivi, la giornata di Torino: “Bella e civile la piazza di Torino per il Tav. Erano 10mila, 20mila persone? Bene, noi, come governo, dobbiamo stare attenti ai numeri perché poi quell’opera dovrebbero pagarla in 60 milioni, Lampedusa compresa”

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