La storia dell’imprenditore torinese che si è ribellato alla n’drangheta – In libreria ‘Le mie due guerre’

13/02/2019

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Un libro dedicato a Tiziana Proietti, giudice della V sezione Penale del Tribunale di Torino

Uscirà il prossimo 21 marzo il libro intitolato ‘Le mie due guerre’, scritto da Mauro Esposito, imprenditore torinese che si è ribellato alla n’drangheta.

Il volume è edito da La Nave di Teseo e racconta la battaglia del testimone di giustizia contro la criminalità organizzata, ma anche la lotta portata avanti contro lo Stato e la burocrazia.

La storia è autobiografica ed è quella di Mauro Esposito, imprenditore che ha denunciato le infiltrazioni mafiose negli appalti edili in Piemonte. Nel suo percorso convivono la paura di ritorsioni e il rischio di chiudere ll proprio studio di architetto a causa di tasse e contributi non versati all’erario.
“Le mie due guerre” è dedicato a Tiziana Proietti, giudice della V sezione Penale del Tribunale di Torino, mancata tre anni fa a soli 42 anni, per un male improvviso.
Il giudice stava celebrando il processo ‘San Michele’ contro la ‘ndrangheta in cui Esposito era testimone.
Parte del ricavato verrà destinato alla ricerca contro il cancro “per trasformare in bene tutto il male che questa vicenda ha prodotto” – ha spiegato Esposito presentando il suo lavoro.

LA STORIA
Nell’avanzato e ricco Nord Industriale in cui le imprese e la ‘ndrangheta calabrese vanno spesso a braccetto per interessi convergenti, drogano il mercato, alterano il principio economico della libera concorrenza riciclando proventi miliardari del traffico di cocaina, c’è un imprenditore che ha detto no, che ha denunciato boss e gregari dell’organizzazione criminale puntando il dito contro di loro in un’aula di Tribunale. Quella di Mauro Esposito è – prima e più di tutto – una storia di ribellione, ma anche di coraggio, di lotta.

Quattro anni dopo la sua denuncia, sono scattati gli arresti e poi le condanne. In mezzo un travaglio lungo e soffocante a caccia di un respiro libero da meccanismi e presenze che il Nord fatica a riconoscere o peggio alimenta in nome del business. Mauro Esposito è oggi  testimone di giustizia. Si sta dignitosamente rialzando. Combatte ancora per concludere un percorso reso complesso dall’elefantismo dello Stato. Che è mamma ma anche matrigna quando si tratta di riconoscere i meriti di chi ha denunciato.

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