Minacce di morte a un sindaco del Torinese . “Non mi dimetterò mai, nemmeno sotto tortura”

22/12/2018

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"Ho visto la mia famiglia piangere ed essere preoccupata"

Minacce pesantissime sono state inviate al sindaco di Alpignano, ma non solo a lui. Per aggravare le già gravissime intimidazione, alcuni messaggi sono stati inoltrati anche ai suoi genitori. Andrea Oliva, sindaco di Alpignano dal giugno 2016 eletto con la lista civica “SiAmo Alpignano” e “Alpignano SiCura” è passato ora al contrattacco. “Non mi dimetto neanche sotto tortura – ha scritto in un ultimo intervento su facebook, dove ha annunciato che gli autori di qualsiasi minaccia o offesa ritenuta grave che arriva anche attraverso i social saranno chiamati a rispondere davanti all’autorità giudiziaria.
Il sindaco ha ricevuto messaggi anche di questo tenore: “Se non la pianti, sfregiamo te e la tua famiglia con l’acido”.

Così scrive Oliva: “A seguito di evidente e reiterata attività denigratoria nei miei confronti attraverso lettere anonime e social media, riguardanti questioni private e personali, mi trovo costretto a presentare le relative querele. Gli autori di tali affermazioni saranno chiamati a rispondere davanti all’autorità giudiziaria”
“Sono stufo, inutile negarlo – ha aggiunto – “Credo che si sia arrivati veramente all’apoteosi. Sono stato minacciato di morte più volte, hanno cercato di gettare fango sulla mia figura all’interno del contesto familiare, fino ad arrivare a recapitare lettere anonime a casa dei miei genitori, che hanno una certa età e alcune situazioni avrei preferito non le dovessero vivere. Eppure ho subito anche questo, il vedere la mia famiglia piangere ed essere preoccupata”.

I primi messaggi minacciosi sono arrivati poco dopo la mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni “a seguito di una vicenda di carattere legale che mi ha riguardato ma che era stata poi bocciata dalla mia maggioranza” – ha aggiunto il primo cittadino di Alpignano.
“Di lì in poi è avvenuto tutto. E non è stato per nulla facile per me”.

Quindi la decisione portare le lettere in Procura, comprese le diffamazioni mediante i social.
“Ora voglio che venga fatta chiarezza da una parte e che la si smetta di offendere dall’altra. Chi ha sbagliato è giusto che paghi – conclude il sindaco: “Io non mi dimetterò mai, neanche sotto tortura. Sono stato eletto dai miei cittadini e devo portare a compimento il mio mandato amministrativo”.

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