‘Ndrangheta a Torino – Usura ed estorsione, 16 arresti

08/10/2019

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Trei filoni dell'attività investigativa

Nella mattinata di oggi, martedì 8 Ottobre, sono state eseguite numerose misure cautelari in carcere riferite a due distinte organizzazioni criminali dedite all’attività di usura ed estorsione.

La prima, capeggiata dal pluripregiudicato C.V., per i delitti di associazione per delinquere finalizzata all’usura, alla truffa, alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, alla malversazione a danno dello Stato, all’esercizio abusivo di attività finanziaria, all’intestazione fittizia di beni, al riciclaggio. La misura cautelare si riferisce all’attività denominata “Criminal Consulting”.

La seconda organizzazione criminale – capeggiata dal sorvegliato speciale M.R., noto esponente locale della ‘ndgrangheta facente capo alla consorteria URSINO-SCALI-MACRI’ di Gioiosa Jonica – dedita all’usura, all’estorsione, al riciclaggio, all’intestazione fittizia di attività finanziarie con l’aggravante del metodo mafioso. Il provvedimento cautelare deriva dall’attività denominata “Pugno di Ferro”.

Dall’attività investigativa si è delineato un terzo filone derivante dai prestiti a tasso usuraio elargiti dal pluripregiudicato R.V. – attualmente latitante per altri provvedimenti cautelari già emessi dall’Autorità Giudiziaria torinese – in collaborazione con alcuni suoi stretti familiari, nonché con l’aiuto delle mogli di alcuni esponenti apicali del clan calabrese dei CREA originari di Stilo (RC) e facenti capo a C.A., ovvero M.F. e Y.Y. .

L’importanza dei provvedimenti della locale Autorità Giudiziaria si colloca nelle pagine della misura cautelare, emessa dal Giudice per le indagini preliminari di Torino dott. Agostino Pasquariello che, dopo aver individuato i delitti commessi dai componenti del gruppo criminale, è risalito alle somme di denaro che costituiscono il fulcro dell’attività criminosa. Queste somme sono oggetto di provvedimento di sequestro preventivo: è stato infatti disposto il sequestro di denaro, beni e altre utilità, dei quali gli indagati abbiano disponibilità in via diretta e per interposta persona, fino al valore di circa 3 milioni di Euro.

Allo stato attuale sono 30 le parti offese del reato di usura ed esercizio abusivo del credito.

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