Raduno degli Alpini a Torino, tutto da rifare – Genova chiama “ad una scelta simbolica”

09/10/2018

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La richiesta ufficiale da parte del sindaco di Genova

Tutto fermo per la decisione relativa alla città che ospiterà l’Adunata nazionale degli Alpini nel 2020, manifestazione che richiama centinaia di migliaia di Penne Nere da tutta Italia.

Torino, Verona e Rimini erano le città candidate fino a pochi giorni fa. Ma a presentare una nuova candidatura dall’alto valore simbolico ci ha pensato il sindaco di Genova Marco Bucci che ha indirizzato una lettera al Consiglio Direttivo Nazionale dell’Associazione Nazionale degli Alpini.

Una richiesta che ovviamente ha rimesso tutto in discussione, considerando l’importanza che avrebbe per il capoluogo ligure ospitare il raduno nazionale degli alpini, nella difficoltà estrema che vive la città dopo il crollo di Ponte Morandi.

Il Consiglio Direttivo Nazionale dell’Associazione degli Alpini ha quindi preso  tempo per arrivare ad una decisione definitiva.
Le strade genovesi avevano già ospitato il raduno degli Alpini nel 1931, nel 1952, nel ’63, nell’80 e più di recente nel 2001

Così ha spiegato Luca Marchiori, Uff. Stampa A.N.A. Sez. di Torino, con un post su facebook

“Sabato 6 ottobre 2018, il Consiglio Direttivo Nazionale, era chiamato a nominare la città ospitante dell’Adunata Nazionale 2020, tra le tre Sezioni richiedenti e candidate ufficialmente, ovvero, Torino, Verona e Rimini.
Ma, come si evince da una lettera inviata dal Presidente Nazionale Favero ai Consiglieri del CDN, è stato modificato l’ordine del giorno, in via del tutto eccezionale, per esaminare la richiesta fatta dal Sindaco di Genova, Marco Bucci.
“Poichè la competenza della decisione spetta statutariamente al CDN, sentiti anche vari ed autorevoli pareri, sono giunto alla conclusione di modificare O.d.g. di sabato 6/10/18 rinviando al successivo CDN la scelta sulla assegnazione dell’Adunata Nazionale del 2020, dando modo così allo stesso CDN di esaminare ed esprimersi sulla richiesta, del tutto eccezionale, di Genova”. Questo in sintesi, il contenuto della missiva.
A questo punto, Torino, dovrà aspettare un’altro mese, per sapere se avrà la possibilità, che tutti ci auguriamo, di ospitare l’Adunata, al netto di eventuali ulteriori “eccezionalità”.

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