“Spegni quella musica, negra!” Aggressione razziale in centro a Torino sotto le luci di Natale

17/12/2018

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Il racconto del triste episodio nel centro di Torino, cuore dello shopping natalizio

Le offese sono volate rabbiosamente contro una donna proveniente dalla Costa D’Avorio, venditrice ambulante in via Lagrange, e raccontate da un testimone sui social.
La donna ha avuto la colpa di disturbare la telefonata dell’uomo alla moglie in un luogo tuttavia non certo appartato, come può essere via Lagrange nei giorni dello shopping natalizio.
“Sono italiano e non posso parlare con mia moglie al telefono perché una negra fa casino a un metro! Ti rendi conto? Spegni la musica, negra”.

Queste le offese contro la donna, che è solita stazionare fra Porta Nuova e via Lagrange e suonare la batteria per raccogliere qualche moneta in strada.
Così ha spiegato il giovane testimone sui social, intervento nella situazione che stava degenerando: “Mi fermo, mi avvicino alla signora mettendomi fra lei e l’agitatore e do le spalle a lui, ignorandolo. Non ho un piano preciso – spiega il ragazzo . “Più di tutto, però, temo che lei si ritrovi da sola, nell’indifferenza generale, e non ho alcuna intenzione di far sì che questo capiti. Non so neanche bene cosa dirle, così le dico semplicemente che mi dispiace, ed è vero”.
Poi l’arrivo di altre persone che si radunano nello spazio dell’accaduto e manifestano la propria solidarietà alla donna:
“La donna aggredita adesso si ritrova vicino al muro, protetta da un semicerchio di umanità eterogenea che forma la linea di difesa più improbabile della storia, e però hai l’impressione che adesso sia incredibilmente solida. E mi accorgo di un’altra cosa – aggiunge il ragazzo – “nessuno presta orecchio ai proclami dell’agitato, in cui l’aggettivo “italiano” ricorre spessissimo, nessuno gli dà ragione”.

Ma la musicista di strada a quel punto ha un momento di rabbia e sconforto e racconta, urlando, la sua storia drammatica:
“Siamo tutti in silenzio e con la testa china – spiega il testimone – mentre, un po’ in francese e un po’ in italiano, lei inizia sfogarsi, urla che non voleva nascere negra, dà voce ad una storia terribile in cui parla della sua solitudine, della Costa d’Avorio, di colonialisti , del soldato francese che le è entrato in casa e ha ucciso tutta la sua famiglia. Non c’è niente da dire, per noi più che frasi sono lapidi”.

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