“Torino non finirà su un binario morto. Manifesteremo in 100 mila per la Tav”

30/10/2018

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"Questa è la goccia che fa traboccare il vaso, ci faremo ancora sentire" - è il pensiero dei manifestanti

Le tensioni di ieri fuori da Palazzo Civico, mentre la maggioranza votava l’ordine che ha reso Torino un Comune No Tav, hanno avuto conseguenze immediate sui manifestanti favorevoli alla Torino-Lione.

“Questa è la goccia che fa traboccare il vaso, ci faremo ancora sentire” – è il pensiero di Vincenzo Ilotte, presidente della Camera di Commercio, durante la protesta. In molti, e appartenenti alle più disparate categorie, si sono presentati ieri sera davanti al Comune per sostenere la linea ad Alta velocità Torino -Lione: sindacati, imprenditori, ma anche architetti, commercialisti, avvocati, notai, con un messaggio scandito ripetutamente: “Torino non deve finire su un binario morto, diciamo sì all’Alta Velocità”.

“Altro che marcia dei 40.000, ha aggiunto fuori da Palazzo Civico il presidente dell’Unione Industriale Dario Gallina – “Organizzeremo una marcia dei 100.000 per fare valere le nostre ragioni”.
I manifestanti hanno sottolineato ancora una volta l’importanza strategica della realizzazione dell’opera per Torino e il territorio. Ma non è mancata la risposta dei consiglieri 5 Selle. Valentina Sganga, capogruppo del Movimento in Comune ha replicato all’attacco dei manifestanti: “Chi protesta sta dimostrando di avere poco coraggio e non accettare la sfida. Dire no alla Tav – ha aggiunto – “Significa dire sì alle priorità e alle reali esigenze del territorio e no a un mausoleo e a un modello economico finito” .

Un voto significativo  in Sala Rossa è stato quello contrario all’ordine del giorno del leghista Fabrizio Ricca, che ha trovato l’approvazione della componente leghista del governo.

Un voto che sancisce una spaccatura netta sull’argomento fra le parti del governo giallo-verde.
Le tensioni continuano su un argomento che resta quanto mai divisivo.

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