Venduta ai pusher e stuprata per avere droga – Non era vero

10/05/2019

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Considerata inattendibile la ricostruzione della vittima

Aveva raccontato di essere stata venduta a due stupratori da un’amica per avere crack, lasciata alla mercé di due aguzzini nella propria abitazione per quasi 24 ore. La presunta vittima, una donna di 41 anni che risiede nella prima cintura torinese, aveva denunciato Mounia Boujjaadia, la marocchina di 38 anni, arrestata subito dopo.
Secondo la ricostruzione della 41enne, l’amica l’aveva usata come merce di scambio, consegnandola a da due pusher, un maghrebino e un centrafricano.

I giudici al termine del riesame hanno considerato inattendibile la ricostruzione della vittima. Cade quindi l’accusa dello stupro di gruppo, ma restano quelle di rapina, sequestro di persona e utilizzo indebito di carte di credito.
Per questo motivo Mounia Boujjaadia rimane in carcere, in attesa di un interrogatorio davanti al pm per provare a smontare la credibilità anche delle altre accuse, come richiesto dal suo avvocato. “Non arriviamo a dire che la donna si è inventata tutto- ha spiegato il legale – ma anche lei ha ammesso di aver fatto uso di crack è possibile che non fosse abbastanza lucida per ricostruire con fedeltà e precisione la dinamica dei fatti”.

 

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