Addio smart working per i dipendenti pubblici – Si torna in presenza in ufficio

02/09/2021

Potrebbero presto dire addio allo smart working i dipendenti della Pubblica Amministrazione grazie a un correttivo del decreto green pass. La situazione d’ora in avanti potrebbe invertirsi: l’eccezione sarà il lavoro da casa, mentre la regola tornerà ad essere la presenza in ufficio, coma accadeva normalmente prima di marzo 2020.

Secondo quanto riporta il Sole 24 ore, infatti,  a decidere le nuove “regole lavorative”,  dovrebbero essere i dirigenti degli uffici. Ma fino a questo momento i tecnici del governo stanno ancora studiando la pratica.

Così spiega Sky Tg24: “Da tempo si ventilava per i dipendenti pubblici un ritorno in sede. La volontà del ministro per la Pa Renato Brunetta è sempre stata molto chiara: il ritorno in presenza è una necessità anche per snellire la burocrazia e le richieste dei cittadini. Al momento si sta cercando una soluzione dal punto di vista normativo per la Pubblica amministrazione, ma sarà necessario sentire anche che cosa ne pensino i sindacati. Il superamento della normativa emergenziale costruita durante il Conte-2 era già stato avviato a fine aprile con il decreto proroghe, che aveva cancellato di fatto le percentuali minime di Smart Working (50%, salito poi al 60%) da assicurare ai dipendenti la cui presenza in ufficio non è imprescindibile. La situazione, tuttavia, non è cambiata dallo scorso aprile e lo smart working ha continuato a essere la soluzione dominante, se non esclusiva, di lavoro anche in alcuni rami centrali dell’amministrazione

Sarà a questo punto cruciale il nodo green pass, come accade nella scuola, nei trasporti e nella sanità. “Si punterebbe a rendere obbligatorio il certificato verde anche nella Pubblica amministrazione – aggiunge la pagina di Economia di SkyTg24 – ” La regola non varrebbe solo per chi svolge un lavoro a contatto con il pubblico, ma sarebbe estesa a tutti i dipendenti”.

Ma sarà possibile una l’imposizione del green pass? La risposta è positiva Secondo la Corte Europea dei diritti umani, ma soltanto ad una condizione: l’obbligo vaccinale dovrà essere introdotto per tutti i lavoratori, non soltanto per alcune categorie

E per i lavoratori che non vogliono  in alcun modo sottoporsi a vaccino? Lo scenario è illustrato da SkyTg24:  “non potendo essere licenziato in modo diretto per via della normativa vigente, si potrebbero applicare delle soluzioni indirette, come il cambio di mansione, il trasferimento in un altro settore o la sospensione dello stipendio (quest’ultimo già previsto per gli insegnanti che rifiutano di avere il green pass). Solo in un secondo momento si potrebbe allontanare il no-vax dall’azienda in cui lavora”.

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