Torino, il caso – Il 38% dei posti nei mercati resta vuoto. L’allarme lanciato dagli operatori

18/12/2022

“Il 38% dei posti nei mercati torinesi resta vuoto, in commissione Commercio l’allarme dei rappresentanti degli operatori”

Arrivano in commissione Commercio del Consiglio regionale del Piemonte le criticità e le proposte per il commercio su aree pubbliche del Gruppo Organizzato Imprese Autonome, interno alla Federazione Nazionale Autonoma Piccoli Imprenditori.

“Durante l’ udizione Giancarlo Nardozzi, presidente nazionale, e Gregory Massa, Consulente tecnico giuridico del direttivo nazionale del Goia – illustra al termine della seduta il presidente della commissione Commercio, il leghista Claudio Leone – abbiamo raccolto le criticità e le proposte del commercio su aree pubbliche in Piemonte.

Parliamo dei mercati e delle fiere, aziende che sono la storia del Piemonte e delle sue tradizioni, molte delle quali risalenti all’epoca medievale, che garantiscono e proteggono il potere d’acquisto delle famiglie e la continuità dei piccoli produttori.

Di attività mercatali vivono 15mila attività a carattere prevalentemente familiare, che nel solo Piemonte vede 53 mercati sopra i 150 banchi, di cui 27 sopra i 200, con il mercato di Porta Palazzo a Torino che ha il primato di area di vendita all’aperto più grande d’Europa”.

“I rappresentanti del Gruppo Organizzato Imprese Autonome interno alla Federazione Nazionale Autonoma Piccoli Imprenditori – ha dettagliato ancora Leone, imprenditore commerciale eletto in Consiglio regionale con la Lega Salvini Piemonte – hanno chiesto maggiore rappresentatività, partecipazione e trasparenza degli operatori nei Distretti del commercio. Ci hanno poi dettagliato il minimo impatto ambientale dei mezzi che operano nei mercati, con l’attività economica che viene interamente svolta a motore spento, non paragonabile all’impatto delle grandi piattaforme di commercio elettronico, che per ogni singola consegna impattano sull’aumento della congestione viaria e delle emissioni inquinanti. La Regione è stata chiamata a ragionare sulle regole che non permetterebbero la circolazione dei mezzi con omologazione fino a Euro 4, e per buona parte dell’anno, anche dell’Euro 5 che in caso effettivo di blocco dei mezzi destinati ai mercati farebbe aumentare il numero di persone costrette a muoversi per gli approvvigionamenti”.

“Nel periodo della pandemia – ha proseguito il canavesano Claudio Leone – molti mercati sono stati dislocati oppure riorganizzati temporaneamente per essere conformi ai protocolli anti contagio. Alcuni di questi mercati non sono ancora tornati ad oggi nella sede originaria, tra questi, Asti e Rivarolo. Goia Fenapi, insieme a parte dei commercianti in sede fissa e della cittadinanza, ha chiesto l’attivazione di una procedura di concertazione con gli uffici regionali competenti, per giungere a una destinazione condivisa dell’area mercatale”.

“Ho raccolto e faccio mio – ha concluso il presidente Leone – il segnale di allarme degli operatori, che hanno segnalato che i posti che rimangono vuoti nei mercati torinesi si attestano intorno al 38%, un dato pesante che rende urgente mettere in atto dei provvedimenti a tutela di una categoria che è asset economico, culturale e sociale del Piemonte”.

 

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