Quali sono le migliori economie mondiali 2023? Al 1° posto l’Europa. La classifica

26/12/2023

Quali sono le migliori economie mondiali 2023? Al 1° posto l’Europa. La classifica

Secondo la classifica speciale stilata da The Economist, la Grecia si conferma la migliore economia del mondo nel 2023, conquistando il primo posto per il secondo anno consecutivo. L’analisi, basata su cinque indicatori chiave – inflazione, “ampiezza dell’inflazione”, Pil, occupazione e performance del mercato azionario – ha coinvolto 35 Paesi considerati ricchi o sviluppati.

Questo risultato sorprendente per la Grecia assume particolare rilevanza considerando il contesto globale complesso del 2023, contrariamente alle aspettative di una possibile recessione.

Il punteggio evidenzia la forza economica della Grecia, in netta crescita nonostante la sua precedente etichetta di “malata d’Europa”. La sua trasformazione digitale e la crescente concorrenza di mercato hanno contribuito al notevole miglioramento, sottolineato dalle agenzie di rating che hanno migliorato la valutazione del suo debito.

Altri Paesi in classifica sono la Corea del Sud al secondo posto, gli Stati Uniti al terzo, seguiti da Israele, Lussemburgo, Canada, Cile, Portogallo, Spagna e Polonia. Gli Stati Uniti, in particolare, hanno beneficiato di una produzione energetica record e di un generoso stimolo fiscale.

 La Grecia è stata la vera sorpresa

Ma la Grecia è la sorpresa maggiore, con un aumento del 40% nel valore del suo mercato azionario. Le riforme a favore del mercato e una forte domanda interna hanno contribuito a farla emergere come un’economia in crescita, contraddicendo le previsioni degli anni passati.

Un avvertimento per il 2024? Questa l’analisi di Money.it: “Lo studio di The Economist è utile anche per far emergere nodi non ancora sciolti per l’economia globale. Per esempio, l’aumento dei prezzi è stata la grande sfida del 2023.

Il Giappone e la Corea del Sud hanno tenuto sotto controllo l’inflazione. In Svizzera i prezzi base sono aumentati solo dell’1,3% su base annua. Altrove in Europa, tuttavia, molti Paesi sono ancora sottoposti a forti pressioni. In Ungheria, l’inflazione di fondo è pari a circa l’11% su base annua. Anche la Finlandia è in difficoltà.

Nella maggior parte degli Stati sotto analisi, l’inflazione sta diventando meno radicata, misurata dall’“ampiezza dell’inflazione”, che calcola la quota degli articoli nel paniere dei prezzi al consumo in cui i prezzi aumentano di oltre il 2% su base annua.

Le banche centrali in Paesi come il Cile e la Corea del Sud hanno aumentato i tassi di interesse in modo aggressivo nel 2022, prima di molti altri nel mondo ricco, e ora sembrano raccoglierne i benefici. In Corea del Sud, l’ampiezza dell’inflazione è scesa dal 73% al 60%. Anche i banchieri centrali in America e Canada, dove l’ampiezza dell’inflazione è diminuita con maggiore evidenza, possono iniziare a fare un bilancio positivo. Per quanto riguarda la crescita dell’occupazione e del Pil, i dati dell’Economist suggeriscono che nessun Paese è andato particolarmente bene nel 2023. Tuttavia, solo una piccola minoranza ha visto un calo del Pil”.

 

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