Boeing, “too big to fail” – Ora chiede 35 miliardi di dollari per non fallire

17/10/2024

Boeing “too big to fail” – Chiede 35 miliardi di dollari per non fallire

Boeing, il gigante dell’aerospazio e della difesa, sta attraversando una grave crisi di liquidità e operatività, aggravata da scioperi in risposta al piano di riduzione del personale, che prevede il taglio di 17.000 posti di lavoro.

La società, con sede a Crystal City, Virginia, ha chiesto un massiccio sostegno finanziario agli investitori, tra cui Vanguard, State Street e BlackRock. La richiesta include un’iniezione di capitale di 35 miliardi di dollari, di cui 25 miliardi da ottenere tramite l’emissione di nuove azioni e 10 miliardi tramite accordi con i creditori.

Questa manovra si rende necessaria per affrontare una crisi economica profonda, in parte causata dagli incidenti legati al modello 737 Max, che hanno danneggiato la reputazione dell’azienda. Boeing si trova ora in difficoltà nel settore degli aerei commerciali, con Airbus come principale rivale. I risultati finanziari sono peggiori del previsto: nel secondo trimestre dell’anno, Boeing ha registrato un calo del fatturato del 15%, con perdite pari a 1,44 miliardi di dollari.

Il nuovo amministratore delegato, Robert Kelly Ortberg, ha adottato una strategia di tagli al personale del 10%, provocando scioperi che stanno rallentando la produzione dei modelli Boeing 767 e 777.

Ortberg è chiamato a risollevare l’azienda, che ha affrontato gravi problemi di sicurezza dopo gli incidenti mortali del 737 Max nel 2018 e 2019, nonché un ulteriore incidente nel gennaio scorso in Alaska. Le accuse di trascurare la sicurezza, nel tentativo di competere con Airbus, pesano ancora sull’immagine della compagnia.

La situazione è resa più complessa dall’opposizione dei sindacati e dalle incertezze legate ai costi della ristrutturazione. La scommessa di Ortberg è convincere investitori e creditori che Boeing possa risanarsi e tornare competitiva. I ricavi del terzo trimestre sono previsti a 17 miliardi di dollari, leggermente sotto le aspettative, ma l’annuncio dei risultati finanziari del 23 ottobre sarà cruciale per determinare il futuro dell’azienda.

Anche il Pentagono, importante cliente di Boeing, segue con preoccupazione la crisi dell’azienda.

Il settore difesa di Boeing ha subito una perdita di un miliardo di dollari nel secondo trimestre, e ritardi nei programmi chiave, come l’aerocisterna KC-46 e il caccia F-15EX, potrebbero compromettere la capacità dell’azienda di rispettare le commesse per la sicurezza nazionale. Boeing, come altre aziende chiave, è considerata “too big to fail” per gli Stati Uniti, e la sua crisi potrebbe avere conseguenze rilevanti anche nella corsa al rafforzamento della difesa del Paese, in modo analogo alla crisi di altri settori strategici come quello dei semiconduttori.

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