ENI punta sul rilancio della chimica: 2 miliardi di euro per decarbonizzare e rilanciare Versalis. Il piano

07/11/2024

ENI rilancia la chimica: 2 miliardi di euro per decarbonizzare e rilanciare Versalis

Eni ha annunciato un piano di rilancio per la divisione chimica di Versalis, puntando su un’evoluzione verso la sostenibilità e sulla trasformazione del settore chimico, che ha portato perdite significative negli ultimi anni. Questo nuovo progetto prevede un investimento di circa 2 miliardi di euro con l’obiettivo di risanare i bilanci, accelerare la transizione ecologica e rafforzare Versalis attraverso un’offerta di prodotti specializzati derivati da fonti rinnovabili e modelli di economia circolare.

Nel terzo trimestre del 2024, Eni ha riportato utili ridotti rispetto all’anno precedente, ma ha sottolineato la stabilità del suo modello di business grazie a una gestione rigorosa dei costi e degli investimenti.

Tuttavia, la divisione chimica continua a subire perdite, causate da una domanda debole e da costi energetici elevati rispetto ai concorrenti extra-europei. Per affrontare queste difficoltà, Eni ha deciso di trasformare alcuni impianti chimici in siti dedicati alla chimica verde e alla produzione di energie rinnovabili. Inoltre, il gruppo ha annunciato una partnership con Seri Industrial per sviluppare un polo per la produzione di batterie a Brindisi, destinato a diventare un centro di eccellenza per accumulatori al litio-ferro-fosfato, utilizzabili nell’elettrificazione dei trasporti e nello stoccaggio di energia.

Il piano di Eni prevede anche una riorganizzazione delle attività legate alla transizione energetica, con la creazione di una nuova società per valorizzare il settore della biochimica, della circolarità e del riciclo. Per sostenere questi investimenti, Eni ha avviato un programma di cessione di quote di minoranza, come già avvenuto con Enilive, di cui il fondo statunitense KKR ha recentemente acquistato il 25%.

“Tornando ai conti e alle attività tradizionali dell’Oil&Gas, i risultati in calo – spiega Eni, come riporta il Corriere della Sera – “- sono dovuti al deterioramento dei margini della raffinazione (-400 milioni di euro) e dalla riduzione del 5 per cento nella E&P (il settore esploration and production registra un -180 milioni di euro rispetto al terzo trimestre 2023) a seguito dei minori prezzi di realizzo in parte compensati dalla crescita produttiva. Inoltre, va considerato anche il cambio del contesto rispetto al 2023, quando le condizioni di mercato erano molto favorevoli (in particolare i prezzi ancora alti del gas, ndr). Altro motivo – spiega Eni nella nota – è l’ulteriore fase di declino nei business downstream (raffinazione e commercializzazione, ndr) per effetto della debole domanda e pressione competitiva in un contesto di eccesso di offerta. Tale trend è stato in parte compensato dalla resiliente performance della E&P grazie anche all’aumento della produzione (+4 per cento)”.

«Nel terzo trimestre –  commenta Descalzi – abbiamo ancora una volta dimostrato la solidità del nostro modello di business grazie a un portafoglio di attività caratterizzate da crescenti vantaggi competitivi, alla rigorosa disciplina adottata nei costi e negli investimenti, e ai continui progressi nell’esecuzione della nostra strategia di crescita e di creazione di valore, conseguendo risultati migliori delle aspettative. Le performance di cassa e di redditività sono state eccellenti in un contesto operativo meno favorevole. Il rapporto di leva è rimasto stabile al 22%, mentre abbiamo accelerato il ritmo di esecuzione dei riacquisti di azioni».

Eni – ha spiegato il ceo Descalzi – continua il programma di disinvestimenti nell’upstream (esplorazione ed estrazione): «Siamo negli stadi finali di valutazione di diverse opzioni di monetizzazione dei nostri recenti successi esplorativi in applicazione del nostro dual exploration model. Siamo impegnati nell’offrire ai nostri azionisti remunerazioni competitive e, sulla base dei risultati conseguiti, dei progressi strategici realizzati e considerando la previsione di significativa riduzione del rapporto di leva, annunciamo un ulteriore incremento del piano 2024 di riacquisto a 2 miliardi di euro». Per l’intero 2024, considerando un valore di Brent su base annua rivisto a 83 dollari e le altre variabili (dollaro USA più debole), il management prevede un Ebit proforma adjusted di gruppo a 14 miliardi”.

 

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