
Torino – Giovanni Crosetto: “Lascio il Consiglio Comunale di Torino. Dedicherò tutto il mio tempo al Parlamento Europeo”
Giovanni Crosetto ha annunciato le dimissioni dal Consiglio comunale di Torino per concentrarsi pienamente sul proprio incarico al Parlamento Europeo, dove è impegnato in particolare nella Commissione Affari Economici e Monetari.
La scelta, spiega, nasce dalla necessità di dedicare tutte le energie al lavoro europeo, senza rinunciare però all’attenzione verso la sua città.
Nel suo intervento Crosetto sottolinea come Torino si trovi in una fase decisiva e critica, chiamata a definire il proprio futuro politico e amministrativo. Secondo l’europarlamentare, il rapporto tra l’amministrazione cittadina e il centro sociale Askatasuna ha creato sconcerto in una parte consistente dell’elettorato moderato, che si riconosce nei valori democratici e della legalità.
“Credo che, ora più che mai – ha dichiarato Crosetto – ” Torino si trovi davanti ad un bivio e si trovi a dover scegliere che tipo di città vuole essere.
L’incomprensibile e pericoloso patto di collaborazione con una realtà pericolosa e violenta come quella del centro sociale Askatasuna, seguito dallo storico sgombero effettuato dal Governo Meloni, oltre allo sconcerto generale, offre al centro-destra una vera e concreta possibilità in termini di contendibilità delle prossime elezioni amministrative.
C’è tutto un mondo moderato, che crede fermamente nei principi democratici e che di conseguenza crede e si riconosce nei principi della legalità. Questo mondo non può che trovare questo patto come un qualcosa di innaturale, un qualcosa che non lo rappresenta.
Oggi, dopo uno sgombero ed un post-sgombero complicati, per i quali ringraziamo immensamente le forze dell’ordine, il centro-destra ha la concreta possibilità di intercettare quel mondo, arrivando ai numeri necessari per vincere le amministrative. Per intercettare quel voto moderato ed indeciso non è difficile capire che serva un candidato altrettanto moderato e capace di veicolare quel consenso.
Il centro-destra avrà quindi la vera e concreta possibilità di provare a vincere le amministrative di Torino, se non tratterà Torino come la camera di compensazione di altre elezioni politiche, a partire da quelle regionali.
Torino merita molto di più di tutto questo.
Merita una classe dirigente in grado di capire i propri problemi e di proporre nuove soluzioni e merita dei rappresentanti delle istituzioni che facciano gli interessi di tutti i torinesi, non di un partito o di un’ideologia politica.
Questa città ha già dovuto subire i costi della più fallimentare politica industriale di tutti tempi, quella del Green Deal europeo, che è stata portata avanti dalla stessa famiglia politica del Partito Democratico, il gruppo dei Socialisti del Parlamento Europeo.
Queste politiche scellerate hanno contribuito a de-industrializzare la nostra città ed hanno proposto un modello di mobilità, quella elettrica, per il quale né le case produttrici né le persone erano pronte.
Quella industriale è un’altra di quelle battaglie che tutto il centro-destra deve avere la forza, la lungimiranza ed il coraggio di portare avanti. Stiamo parlando di mettere a rischio tutti i posti di lavoro, diretti ed indiretti, del settore automotive e del suo indotto, e va fatto di tutto per scongiurare questo scenario.
Bisogna avere il coraggio di dire che queste scelte sono state sbagliate e che bisogna fare dei passi indietro.
Non si può immaginare di calare dall’alto determinate politiche industriali senza fare i conti con le leggi della domanda e dell’offerta, e noi dobbiamo farci portavoce di questi messaggi. C’è un mondo imprenditoriale ed industriale che è pronto a scommettere su questo territorio, ma che ha bisogno di interlocutori seri e credibili, e che capiscano quali sono le condizioni che servono al tessuto produttivo per essere competitivo.
La perdita di competitività del nostro Paese è un problema che supera i confini cittadini, ma ciò non toglie che anche a livello locale si possano attivare le leve necessarie per far ripartire la crescita. Penso al ruolo fondamentale e strategico delle infrastrutture, il nostro aeroporto, il nostro interporto, le nostre strade, autostrade e ferrovie ed a quello strategico delle infrastrutture energetiche, sulle quali non abbiamo mai avuto il coraggio di seguire l’innovazione e lo sviluppo di tecnologie come quella del nucleare. Una vera e propria indipendenza energetica non porterebbe solo dei benefici al tessuto imprenditoriale, ma li porterebbe a tutta la nostra comunità, alle famiglie ed alle amministrazioni pubbliche, migliorando i bilanci di scuole e ospedali, rafforzandone i servizi.
I tanti candidati sindaco del centro-destra parlino di queste cose.
Di Askatasuna senza sembrare ultras da stadio, capendo la complessità di gestire il post-sgombero.
Di industria continuando a credere nella capacità produttiva e manifatturiera di Torino.
Di energia con il coraggio e la lungimiranza di chi non ha rinunciato a credere nei propri sogni.
Io sarò fiero di continuare servire la mia città come unico piemontese eletto al Parlamento Europeo, ed in tal senso andranno tutte le mie forze e tutto il mio impegno.
Lascio il mio ruolo di Consigliere Comunale e di Capogruppo di Fratelli d’Italia ringraziando in primo luogo il mio Partito ed i suoi dirigenti per la fiducia concessami, ringraziando i Consiglieri Liardo e De Benedictis per l’importante lavoro svolto, e dando il benvenuto ad una persona esperta e capace, Emilio Iodice, che sono certo saprà continuare un percorso politico intrapreso con serietà e determinazione, ed al quale vanno i miei migliori auguri di buon lavoro”.