
A Torino è crisi per le storiche scuole d’elite – Le eccellenze chiudono, e arrivano bonus da 1500 euro per sostenerle
Le storiche scuole paritarie d’élite di Torino stanno attraversando una fase complessa, segnata dal calo demografico e dalle crescenti difficoltà economiche delle famiglie. Un tempo punto di riferimento per la classe dirigente cittadina, questi istituti oggi devono reinventarsi per sopravvivere.
Emblematico è il caso del Faà di Bruno, che ha annunciato la chiusura della scuola media dopo aver già rinunciato anni fa al liceo. Altre realtà, come Valsalice, San Giuseppe e Istituto Sociale, cercano invece di resistere puntando su agevolazioni economiche e su un’offerta formativa più ampia.
Il governo ha introdotto un nuovo bonus fino a 1.500 euro per le famiglie con Isee sotto i 30 mila euro e ha confermato l’esenzione Imu per le paritarie. In Piemonte esiste già un voucher regionale per le rette, ma il periodo delle iscrizioni resta decisivo. I numeri spiegano bene la difficoltà: tra il 2018 e il 2025 in Piemonte hanno chiuso 48 scuole paritarie, in gran parte dell’infanzia. Gli studenti complessivi sono diminuiti di oltre il 12%, anche se le superiori mostrano una certa tenuta, con poco più di 5.500 iscritti.
Il Valsalice mantiene numeri stabili grazie a rette relativamente più contenute e a un fondo di solidarietà per le famiglie in difficoltà, anche se il preside riconosce la progressiva scomparsa del ceto medio.
Situazione più critica al Collegio San Giuseppe, che dagli oltre mille studenti degli anni Novanta è sceso a circa 400, riducendo drasticamente l’offerta liceale. L’istituto punta oggi molto sui servizi sportivi per attrarre nuove iscrizioni.
L’Istituto Sociale, unica scuola dei Gesuiti in città, ha invece investito nel rinnovamento della didattica e in un modello simile a un campus, con particolare successo del liceo scientifico sportivo. L’obiettivo comune resta quello di non diventare scuole riservate a pochi privilegiati. Bonus statali, voucher regionali e borse di studio rappresentano strumenti fondamentali, ma il futuro di queste eccellenze storiche resta legato alla capacità di adattarsi a una città che cambia e a una popolazione studentesca sempre più ridotta.