
La Tunisia supera l’Italia nella produzione di Olio di oliva – Sarà il 2° produttore al mondo
La Tunisia nel 2026 è destinata a superare l’Italia nella produzione di olio d’oliva, candidandosi a diventare il secondo produttore mondiale, alle spalle della sola Spagna. Le stime indicano un raccolto compreso tra 380 e 400 mila tonnellate, con scenari ancora più ottimistici che spingono la produzione fino a 500 mila tonnellate, mentre l’Italia si mantiene intorno a una media annua di circa 300 mila tonnellate. Un sorpasso che segna un cambiamento rilevante negli equilibri del settore olivicolo internazionale.
Secondo le analisi riportate dal Financial Times, questo risultato è frutto di una combinazione di elementi favorevoli. Da un lato, condizioni climatiche positive, con precipitazioni abbondanti che hanno sostenuto le coltivazioni; dall’altro, quotazioni internazionali molto elevate, che negli ultimi mesi hanno raggiunto punte di 10 mila dollari a tonnellata. A ciò si aggiunge una struttura produttiva particolarmente estesa: la Tunisia può contare su circa due milioni di ettari coltivati a ulivo e su un patrimonio di oltre 107 milioni di alberi, una base che consente volumi molto elevati.
Circa il 90% dell’olio tunisino viene esportato sfuso, per poi essere imbottigliato e commercializzato all’estero. Nei primi undici mesi della campagna 2024–2025 le esportazioni sono aumentate di oltre il 40% in quantità, ma i ricavi sono diminuiti di quasi il 30%, penalizzati dal calo dei prezzi medi.
Sul fronte italiano, l’impatto si fa sentire soprattutto sul mercato interno. Nei primi nove mesi del 2025 le importazioni di olio proveniente dalla Tunisia sono cresciute di circa il 38%, contribuendo ad aumentare la concorrenza e a comprimere i prezzi dell’extravergine nazionale. Uno scenario che solleva interrogativi sul futuro del settore italiano, chiamato a puntare sempre più su qualità, tracciabilità e valore del marchio per difendersi dalla competizione internazionale.