
Musetti, che peccato! Domina Djokovic per 2 set poi si fa male e si ritira. Il serbo ammette “Meritava lui”
Una grande occasione sfumata nel modo più amaro per Lorenzo Musetti agli Australian Open. Il tennista italiano stava vivendo una partita straordinaria nei quarti di finale contro Novak Djokovic, dominando il campione serbo e portandosi avanti di due set, quando un problema fisico lo ha costretto ad alzare bandiera bianca. Dopo aver vinto i primi parziali 6-4 e 6-3, Musetti ha accusato un dolore muscolare alla coscia destra, lo stesso arto già colpito in passato da infortuni che lo avevano fermato a Montecarlo e al Roland Garros. Sul punteggio di 1-3 nel terzo set, la decisione sofferta ma inevitabile del ritiro.
Fino a quel momento l’azzurro aveva espresso un tennis di altissimo livello, mettendo in grande difficoltà Djokovic, apparso insolitamente in affanno. Per Musetti si trattava di una chance storica: una vittoria gli avrebbe aperto le porte della sua prima semifinale a Melbourne. Invece, a passare il turno è stato il serbo, nonostante fosse sotto 2-0 nel conto dei set.
Al termine dell’incontro, Djokovic ha voluto rendere omaggio all’avversario, riconoscendone apertamente i meriti: “Ero pronto ad andare a casa, oggi il migliore e’ stato Musetti: ma e’ stato davvero sfortunato. Gli auguro di guarire presto”. Parole sincere che sottolineano quanto l’italiano avesse meritato ben altro epilogo.
Il numero uno serbo ha poi raccontato le proprie difficoltà iniziali: “Nei primi due set non sentivo la palla, avevo qualche vescica – ha detto il serbo, nell’intervista dal campo – ma niente di particolare. Semplicemente era lui ad essere piu’ forte”. Djokovic ha ammesso anche la buona sorte che lo ha accompagnato: “Sono stato fortunato: ringrazio Dio per l’opportunita’ che mi ha dato di giocare un’altra semifinale, vorra’ dire che stanotte preghero’ un altro po’…”.
Resta l’amarezza per Musetti, protagonista di una prestazione brillante interrotta solo dalla sfortuna, ma anche la consapevolezza di poter competere ai massimi livelli del tennis mondiale.