
Nel Torinese torna l’allarme lupi: “Sempre più aggressivi e numerosi”. La denuncia di Coldiretti
Nella provincia di Torino torna a crescere la preoccupazione per la presenza dei lupi, sempre più numerosi e, secondo gli allevatori, anche più aggressivi.
Nei giorni scorsi è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che recepisce la direttiva europea Habitat e prevede il declassamento del lupo da specie “rigorosamente protetta” a semplicemente “protetta”. Il provvedimento, che dovrà essere confermato dal Senato il 17 febbraio, non autorizza automaticamente gli abbattimenti, ma rende più rapide le procedure per eventuali interventi mirati, sempre previa autorizzazione ministeriale e parere di Ispra.
Parallelamente, è in discussione uno schema di decreto che fissa a 160 il numero massimo di lupi che nel 2026 potrebbero essere abbattuti in Italia, con una ripartizione regionale e una revisione annuale basata sull’andamento della popolazione.
Secondo Coldiretti Torino, però, l’emergenza è già in atto. Negli ultimi mesi si sono moltiplicati gli attacchi agli animali al pascolo, soprattutto in bassa Val di Susa, dove un allevatore avrebbe perso decine di capi nonostante l’uso di recinzioni elettrificate.
L’associazione agricola chiede a Regione e Città Metropolitana interventi di riequilibrio, risarcimenti più rapidi e adeguati e maggior sostegno alle misure di difesa del bestiame. Crescono inoltre le segnalazioni di avvistamenti nei pressi dei centri abitati e di episodi che coinvolgerebbero anche cani domestici, alimentando il senso di insicurezza nelle aree rurali.
Gli esperti invitano però a distinguere: il problema non sarebbe il ritorno del lupo in montagna, quanto la dispersione dei giovani esemplari verso la pianura.
Per questo, spiegano, il monitoraggio e gli eventuali prelievi dovrebbero essere selettivi, evitando interventi indiscriminati che rischiano di destabilizzare i branchi e aggravare il fenomeno.