A Torino c’è una tassa ‘invisibile’ di 180 euro. Un caso unico in Italia: pagano l’abbonamento sulle strisce Blu anche i residenti vicino alla propria abitazione

02/02/2026

A Torino vivere con un’auto comporta un costo aggiuntivo che in molte altre grandi città italiane non esiste: anche i residenti devono pagare per parcheggiare sulle strisce blu vicino a casa. L’abbonamento annuale può arrivare fino a 180 euro, mentre per chi è solo domiciliato il costo sale a 250 euro, configurando quella che viene definita una vera e propria “tassa invisibile”. Un caso quasi unico nel panorama nazionale, visto che città come Milano, Roma, Bologna, Napoli e Firenze garantiscono permessi gratuiti ai residenti nella propria zona.

Nel capoluogo piemontese, invece, non esistono pass gratuiti e una proposta per introdurli, presentata dall’opposizione, non è mai stata discussa. Chi vive nelle aree a sosta regolamentata deve quindi continuare a pagare la tariffa oraria — che varia da 1,20 a 2,80 euro — oppure sottoscrivere il permesso mensile da circa 15 euro.

Altrove, anche dove il parcheggio non è completamente gratuito, i costi sono decisamente più bassi: Genova richiede 25 euro l’anno, Palermo solo una spesa amministrativa minima. A Torino, invece, l’aumento risale a circa nove anni fa, quando l’amministrazione Appendino introdusse rincari legati all’ISEE, portando il costo massimo agli attuali livelli. L’attuale sindaco Stefano Lo Russo, che all’epoca criticò duramente la misura, non ha però finora modificato il sistema, mentre nel frattempo sono aumentate anche le tariffe orarie.

A rendere il quadro ancora più complicato è la carenza di parcheggi: secondo l’Osservatorio Aipark mancano circa 16.500 stalli per raggiungere gli standard europei. Sono aumentati i posti riservati ai residenti, ma il pagamento resta obbligatorio, anche quando trovare un posto diventa un’impresa.

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