
Torino – Fermata la baby gang con cane che terrorizzava il Parco Dora: “Violenza per il controllo del territorio”
Tre condanne a pene comprese tra cinque e sette anni e due mesi di carcere. È questa la richiesta avanzata il 9 marzo dal sostituto procuratore Paolo Scafi nel processo contro alcuni membri della baby gang che per mesi ha seminato paura al parco Dora di Torino. I tre imputati, difesi dagli avvocati Federica Galante e Antonio Vallone, respingono le accuse e hanno chiesto l’assoluzione. La sentenza è attesa per il 17 marzo. Gli imputati rappresentano solo una parte del gruppo individuato dagli investigatori: altri membri, anche minorenni, hanno già affrontato procedimenti separati o scelto riti alternativi.
Secondo l’accusa si trattava di un branco particolarmente violento, che agiva senza un vero scopo economico. Il pubblico ministero ha spiegato che il gruppo “commetteva atti di violenza gratuiti. Non voleva neppure un diretto guadagno: praticava la violenza fine a sé stessa, anche per il controllo del territorio. Sono comportamenti che creano gravi problemi di ordine pubblico e allarme, soprattutto tra le famiglie degli adolescenti”.
Gli imputati, oggi ventenni, riuscivano anche a coinvolgere ragazzi molto giovani e prendevano di mira vittime quasi coetanee, talvolta alla prima uscita senza genitori. In un caso la vittima aveva meno di dodici anni. I fatti contestati risalgono al 2024, quando furono arrestati alcuni membri del gruppo, descritto dagli inquirenti come “spietato, con un’organizzazione rudimentale”.
Il metodo era quasi sempre lo stesso: il gruppo individuava le vittime per strada e le avvicinava sfruttando la forza del branco. “Individuavano le vittime in strada – hanno spiegato gli inquirenti – Le approcciavano con la forza del branco. Si avvicinavano in cinque, sei… A volte anche in dieci, maggiorenni e minorenni”. Spesso l’aggressione iniziava con una richiesta apparentemente innocua, come “Me la dai una sigaretta?”. Qualunque fosse la risposta, seguiva l’accerchiamento e poi la rapina, con il furto di cellulari, giacche di marca o pochi soldi.
Le aggressioni avvenivano soprattutto al parco Dora, dove il gruppo intimidiva i presenti lasciando libero anche un cane di grossa taglia appartenente a uno degli indagati. Le indagini partirono dalla denuncia di una vittima picchiata brutalmente e rimasta con la frattura delle ossa nasali e una grave lesione all’occhio. Dopo sette mesi la polizia eseguì undici misure cautelari tra maggiorenni e minorenni.
Gli imputati hanno però respinto le accuse. Uno di loro ha dichiarato: “Non è vero, non l’ho picchiato io”, sostenendo di aver solo assistito agli episodi senza partecipare. I difensori hanno sottolineato che alcune testimonianze non sarebbero state univoche nell’indicare i responsabili e hanno chiesto l’assoluzione.