
Torino fa “affari” con la guerra? «Qui nascerà il jet da caccia del futuro». Leonardo pronta ad assumere 800 persone
Il settore aerospaziale e della difesa sta assumendo un ruolo sempre più importante per l’economia di Torino. Mentre l’industria automobilistica vive un momento di difficoltà e cresce l’incertezza sul futuro produttivo di Stellantis in Europa, il comparto legato allo spazio e alla sicurezza potrebbe diventare uno dei nuovi motori industriali del territorio. A rafforzare questa prospettiva sono i risultati presentati da Leonardo, il gruppo guidato da Roberto Cingolani, che ha annunciato risultati economici molto positivi e nuovi piani di crescita.
L’azienda punta con decisione su tecnologie avanzate come cybersicurezza, supercalcolo e intelligenza artificiale, ambiti in cui i centri piemontesi hanno già competenze consolidate grazie anche alla collaborazione con università e centri di ricerca locali. Queste tecnologie saranno alla base di una nuova piattaforma per la difesa del futuro, un mercato che potrebbe generare ordini per circa 143 miliardi di euro entro il 2030. Tra i progetti più rilevanti c’è anche il sistema denominato Michelangelo Dome, destinato alla protezione digitale delle infrastrutture.
La crescita del settore militare e aerospaziale ha già avuto effetti concreti sul territorio piemontese. Negli ultimi due anni il gruppo ha assunto circa 800 persone, mentre l’export verso alcuni Paesi, in particolare quelli del Golfo come il Kuwait, è aumentato in modo significativo grazie anche alle vendite del caccia Eurofighter Typhoon. Secondo Cingolani, i ricavi del gruppo sono saliti da 19 a 30 miliardi e l’azienda possiede ormai competenze in tutti i principali ambiti della difesa: terrestre, navale, aeronautico e spaziale.
Torino è al centro di questa strategia industriale e sarà coinvolta nello sviluppo del caccia di nuova generazione Global Combat Air Programme, considerato uno dei progetti simbolo dell’aviazione militare del futuro. Nei siti produttivi di Torino, Caselle e Cameri lavorano complessivamente circa 5.200 dipendenti dell’azienda, ai quali si aggiungono i quasi 1.100 della partecipata Thales Alenia Space. Intorno a queste attività ruota una rete di oltre 400 fornitori locali, per lo più piccole e medie imprese, che complessivamente danno lavoro a circa 14.500 persone.
Questo sistema industriale rappresenta una quota molto rilevante dell’alta tecnologia piemontese e potrebbe crescere ulteriormente nei prossimi anni. Oltre ai programmi militari, il territorio torinese resta anche un punto di riferimento nel settore spaziale: qui vengono infatti progettati e costruiti moduli abitativi e logistici destinati alle stazioni orbitali. Nonostante l’espansione della filiera aerospaziale, però, alcuni sindacati ricordano che la crisi dell’automotive continua a pesare sull’economia locale e che lo sviluppo della difesa pone anche interrogativi etici e strategici per il futuro della città