
Gli USA inviano 5mila marines in Medio Oriente – Trump vuole prendere Hormuz: il piano
Gli Stati Uniti hanno deciso di rafforzare la propria presenza militare in Medio Oriente inviando una unità di spedizione dei Marines, composta da un contingente che potrebbe arrivare fino a circa 5.000 soldati. La decisione è stata presa dal Pentagono in risposta al crescente numero di attacchi attribuiti all’Iran nello Stretto di Hormuz, una delle rotte marittime più strategiche per il commercio mondiale di petrolio.
Secondo fonti citate dal Wall Street Journal, il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha approvato la richiesta avanzata dal Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom), che gestisce le operazioni militari americane nella regione. L’obiettivo è rafforzare la sicurezza nell’area e prepararsi a possibili escalation, in particolare attorno a punti considerati cruciali per il controllo delle rotte energetiche.
Nel frattempo il presidente Donald Trump ha assunto toni molto duri nei confronti dell’Iran, dichiarando che gli Stati Uniti sono pronti ad agire con determinazione. In un messaggio rivolto agli equipaggi delle navi militari, ha esortato le forze armate a procedere senza esitazioni attraverso lo Stretto di Hormuz. Il leader americano ha inoltre affermato che la vittoria arriverà quando sentirà che l’Iran sarà ormai vicino alla resa.
Tra gli obiettivi strategici citati nelle discussioni militari figura anche l’isola di Kharg, considerata un punto fondamentale per le esportazioni petrolifere iraniane. Proprio su quest’area sarebbero stati ordinati raid mirati, nell’ambito della pressione crescente esercitata da Washington su Teheran.
Il clima politico e militare appare particolarmente teso anche a livello diplomatico. La Casa Bianca ha infatti respinto una proposta avanzata dal presidente russo Vladimir Putin che prevedeva il trasferimento dell’uranio iraniano in Russia come possibile soluzione alla crisi. Nel frattempo, dallo stesso Pentagono arrivano dichiarazioni molto aggressive nei confronti della leadership iraniana, segno di una fase di forte confronto tra le due parti.