
Orsini (Confindustria) attacca l’ETS: “Deve essere sospeso. Così l’Europa rischia di perdere la sua industria”
Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, lancia l’allarme sul sistema europeo delle emissioni, chiedendo interventi immediati.
Secondo Orsini, “Il sistema di scambio di quote di emissioni (ETS) dovrebbe essere sospeso, in modo da consentire una revisione rapida e completa del meccanismo.” Una posizione ribadita anche nell’intervista rilasciata al quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung.
Il numero uno degli industriali sottolinea come i costi siano aumentati in modo significativo negli ultimi anni: “Nel 2017, i permessi di emissione per una tonnellata di CO2 costavano circa 6 euro. A gennaio 2026, erano superiori agli 80 euro.” Un incremento che, a suo avviso, mette seriamente a rischio la competitività delle imprese europee. “In queste condizioni, come può sopravvivere l’industria?”
Orsini evidenzia inoltre uno squilibrio a livello globale: “L’UE pesa solo il 7% sulle emissioni globali di CO2. Eppure siamo gli unici a pagare questo prezzo: gli americani e i cinesi non sono soggetti a questi oneri.” A rendere il quadro ancora più critico, aggiunge, è il fatto che “E l’assurdo è che oggi dobbiamo acquistare permessi di emissione dalla Cina e da Tesla.”
Le conseguenze, secondo il presidente di Confindustria, sono già visibili: “Nel frattempo, i grandi produttori di ceramica spostano le fabbriche in Brasile o negli USA, dove il gas costa circa €4/MWh.” A ciò si aggiunge l’impatto della crisi internazionale: “E con la guerra, la situazione sta peggiorando, con il prezzo dell’elettricità che è salito da 107 a 170 euro a MWh.”
Orsini conclude con una riflessione preoccupata sul futuro del continente: “La questione è seria: le emissioni non diminuiscono e noi stiamo perdendo l’industria. E questa è una strada senza uscita per l’Europa. Perché non possiamo deindustrializzare un continente per un impatto così marginale”.