
Torino – Caso Delmastro , Elena Chiorino si è dimessa da Assessore regionale. “Passo indietro a testa alta”
Si conclude con le dimissioni la vicenda politica che ha coinvolto Elena Chiorino, travolta dalle polemiche legate al “caso Delmastro”. Dopo aver già lasciato la carica di vicepresidente della Regione Piemonte, l’esponente di Fratelli d’Italia ha ufficializzato il suo ritiro anche dal ruolo di assessora regionale. “Passo indietro a testa alta”.
Nella serata del 30 marzo, Chiorino ha comunicato la decisione al presidente Alberto Cirio, spiegando di voler rinunciare all’incarico in modo definitivo. Il gesto arriva al culmine di giorni molto tesi per la politica regionale, segnati da riunioni di giunta e da un Consiglio Regionale che si annunciava particolarmente acceso. Le dimissioni rappresentano quindi l’ultimo sviluppo di una crisi più ampia innescata dal caso giudiziario.
Nel suo messaggio, l’ex assessora ha sottolineato che la scelta nasce da senso di responsabilità verso l’istituzione, la coalizione di centrodestra e il proprio partito. Ha inoltre respinto le accuse indirette, evidenziando di non essere coinvolta personalmente nelle indagini e criticando l’uso strumentale della vicenda per attaccare la sua figura e il lavoro svolto negli anni. Ha anche chiarito alcune polemiche recenti, definite come presunti scoop privi di reale consistenza.
Rivendicando correttezza e trasparenza, Chiorino ha ribadito la volontà di continuare l’impegno politico all’interno di Fratelli d’Italia, difendendo la propria reputazione e le proprie idee anche fuori dalla giunta regionale.
“Èuna scelta che assumo per senso di responsabilità e per il bene della Regione Piemonte, della maggioranza di centrodestra e del mio partito, Fratelli d’Italia – ha dichiarato Chiorino –. Sono una persona perbene e non posso accettare che vengano strumentalizzate le evoluzioni di un’indagine che riguarda terze persone, e non la sottoscritta. Non posso accettare che, senza alcuno scrupolo, si tenti di colpire la mia persona, mettendo in discussione l’azione amministrativa portata avanti in questi anni e coinvolgendo, in modo irresponsabile, anche persone estranee”.
Le reazioni politiche non si sono fatte attendere. I rappresentanti di Alleanza Verdi e Sinistra hanno accolto con favore la decisione, sostenendo che fosse inevitabile dopo le vicende emerse, definite gravi e dannose per la credibilità della Regione. Tono simile anche da parte del Partito Democratico, che ha parlato di un passaggio importante per tutelare le istituzioni, sottolineando come chi ricopre incarichi pubblici debba rispondere anche sul piano etico oltre che legale.
Dal Movimento 5 Stelle è arrivata una valutazione analoga: le dimissioni sono state considerate un atto necessario, seppur tardivo, per salvaguardare l’immagine dell’amministrazione regionale: “A nostro avviso, anche a fronte delle ultime notizie emerse sul caso de “Le 5 Forchette”, si trattava di un atto dovuto e non più rimandabile, un’assunzione di responsabilità che (anche se tardiva) va a tutela della credibilità delle istituzioni e della Regione Piemonte – hanno commentao gli esponenti regionali del M5S Sarah Disabato, Alberto Unia e Pasquale Coluccio –. Come Movimento 5 Stelle abbiamo sostenuto fin dal principio la necessità di un passo indietro, quantomeno per questioni etiche e di opportunità politica. Dopo le dimissioni “a metà” dei giorni scorsi, oggi finalmente il passo indietro è arrivato. Ci attendiamo, in ogni caso, che domani il presidente Cirio chiarisca in Aula ogni aspetto di questa inquietante vicenda”