
Piemonte – Brutale aggressione: donna picchiata a cinghiate sul bus: “Un atto di violenza inaccettabile”. Cosa è successo
Un grave episodio di violenza si è verificato lo scorso pomeriggio su un autobus della linea 5, che collega la stazione di Alessandria con il quartiere di Spinetta. Vittima dell’aggressione una donna che viaggiava insieme al figlio minorenne. Secondo una prima ricostruzione, tutto sarebbe nato da un semplice scambio di sguardi tra la donna e due giovani presenti sul mezzo. Dopo alcune parole, i ragazzi avrebbero iniziato a spingere il bambino; a quel punto la madre è intervenuta per proteggerlo, scatenando però una violenta reazione.
I due aggressori hanno colpito la donna ripetutamente utilizzando delle cinture. La scena, ripresa sia dalle telecamere del bus sia da un passeggero con il cellulare, mostra la brutalità dell’azione. A bordo erano presenti soprattutto donne e bambine, che hanno cercato di fermare l’aggressione urlando e intervenendo. Anche una persona dall’esterno ha tentato di bloccare uno dei giovani. Nonostante ciò, i responsabili sono riusciti a fuggire.
L’autista ha immediatamente chiamato i soccorsi e le forze dell’ordine sono arrivate in breve tempo. La vittima è stata trasportata all’ospedale di Alessandria in codice verde. Le indagini sono in corso, anche grazie alle immagini fornite da AMAG Mobilità.
Sull’accaduto è intervenuto il consigliere comunale Davide Buzzi Langhi, che ha definito l’episodio estremamente grave e inaccettabile, sottolineando la necessità di garantire maggiore sicurezza sui mezzi pubblici.
“L’aggressione avvenuta ieri sul bus numero 5 è un fatto gravissimo, che scuote profondamente la nostra comunità. Una donna e suo figlio sono stati vittime di una violenza brutale, in pieno giorno, su un mezzo pubblico. Questo non è accettabile. Alessandria merita sicurezza, rispetto e protezione’. Così Davide Buzzi Langhi, consigliere comunale di Forza Italia, ha commentato il brutale episodio di violenza avvenuto nel pomeriggio di ieri e diffuso dai media locali. ‘Dalle urla che si sentono nel video circolato sui social, gli aggressori sembrerebbero stranieri, ma questo non cambia la sostanza: chi vive in questa città deve rispettare le leggi e la dignità delle persone. Non esistono attenuanti. È il momento di reagire con decisione, di rafforzare i controlli e di restituire ai cittadini la serenità che hanno perso – ha continuato –. La violenza contro le donne non appartiene a una cultura, a una nazionalità o a un’origine specifica. È un fenomeno radicato in modelli di sopraffazione che attraversano confini e società. Per questo va contrastata ovunque si manifesti, senza ambiguità e senza sconti. Chi vive in questo Paese — indipendentemente dalla provenienza — ha il dovere di rispettare le leggi, la dignità delle persone e i principi fondamentali di parità. Comportamenti aggressivi, intimidatori o lesivi nei confronti delle donne non sono tollerabili e non troveranno mai alcuna giustificazione’. La ricostruzione dei fatti Nel pomeriggio di ieri, alle ore 17.10, a bordo del bus numero 5 di AMAG Mobilità, si è verificata una violenta aggressione ai danni di una donna che viaggiava insieme al figlio. Le immagini, riprese dal telefono di un passeggero e diffuse dai media, mostrano due giovani colpire ripetutamente la vittima utilizzando delle cinture. Secondo le testimonianze, tutto sarebbe iniziato da un semplice scambio di sguardi. Uno degli aggressori avrebbe affrontato la donna chiedendole “cosa avesse da guardare”. Quando lei ha chiesto di non coinvolgere il figlio, il giovane sarebbe stato spinto. Quando la madre si è alzata per difenderlo è esplosa la violenza: uno dei due ha iniziato a colpirla con una cintura, mentre l’altro è sceso dal mezzo per recuperare un’ulteriore cintura dallo zaino e usarla contro di lei. Sul bus erano presenti solo donne e bambine, che hanno reagito gridando e cercando di fermare l’aggressione. Dal marciapiede una donna ha tentato più volte di trattenere il braccio di uno degli aggressori. I due sono poi fuggiti. L’autista ha immediatamente allertato il 112 e la polizia è intervenuta poco dopo per ricostruire l’accaduto, anche grazie alla collaborazione di AMAG Mobili”.