
Caro Carburanti – Prezzi aerei alle stelle e voli a rischio. “Non prendete voli non necessari”. Scattano le prime restrizioni
L’aumento vertiginoso dei prezzi del carburante, unito soprattutto alle difficoltà di approvvigionamento, sta mettendo in seria difficoltà il trasporto aereo. La guerra in Medio Oriente e la possibile chiusura dello Stretto di Hormuz rappresentano fattori chiave di questa crisi: già ora migliaia di voli sono stati cancellati nell’area del Golfo per via dello spazio aereo non accessibile, ma le ripercussioni stanno arrivando anche in Europa. Il rischio più concreto riguarda una possibile carenza di carburante per gli aerei già a partire da maggio, nel caso in cui il conflitto continui.
Il problema è rilevante perché una quota significativa, tra il 25% e il 30% del carburante utilizzato in Europa, proviene dal Golfo Persico.
Gli aerei utilizzano cherosene, derivato dal petrolio, e molte compagnie si tutelano acquistandolo in anticipo a prezzo fisso; tuttavia, se le forniture venissero interrotte, i costi aumenterebbero ulteriormente e potrebbero verificarsi difficoltà operative.
Alcune compagnie iniziano già a valutare scenari critici.
Ryanair, ad esempio, segnala che fino a un quarto delle proprie scorte potrebbe essere a rischio tra maggio e giugno se la situazione non si risolvesse, anche se al momento non sono previsti tagli ai voli. Lufthansa, invece, sta considerando una riduzione della capacità e la possibile sospensione temporanea di alcuni aerei, con conseguente aumento dei prezzi dei biglietti e possibile calo della domanda.
Anche l’Unione Europea invita alla prudenza: si suggerisce di ridurre i consumi energetici, privilegiare mezzi pubblici e limitare i voli non indispensabili.
L’allerta è chiara: l’impatto della crisi potrebbe essere duraturo e incidere profondamente sul settore aereo e sulle abitudini di viaggio.