
Competenze digitali, l’Italia resta sotto la media Europea – Mancano candidati per i posti più richiesti
L’Italia continua a mostrare un ritardo nelle competenze digitali rispetto al resto d’Europa. Secondo un’analisi di ADAPT, solo il 54% degli italiani possiede abilità digitali di base, una percentuale inferiore alla media europea del 60%. Nonostante alcuni miglioramenti negli ultimi anni, il divario resta significativo e rappresenta un limite per la crescita del Paese.
Uno dei problemi principali è il cosiddetto disallineamento tra domanda e offerta di lavoro: molte aziende faticano a trovare personale qualificato, lasciando scoperta quasi la metà delle posizioni disponibili, soprattutto nei settori tecnici e digitali.
Non si tratta solo della quantità di persone con competenze informatiche, ma della qualità di tali capacità. Mancano infatti profili in grado di utilizzare le tecnologie in modo avanzato, creativo e produttivo, ad esempio nella creazione di contenuti digitali o nella risoluzione di problemi complessi.
Particolarmente preoccupante è la situazione dei giovani: circa un terzo degli italiani tra i 16 e i 24 anni non raggiunge nemmeno il livello minimo di competenze digitali. Questo dato evidenzia criticità nel sistema educativo e nella formazione, ma anche nelle politiche attive per il lavoro.
La trasformazione digitale e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale non dipendono solo dalle tecnologie disponibili, ma soprattutto dalla preparazione delle persone. Senza un investimento concreto sulle competenze, il rischio è che il Paese resti indietro, con effetti negativi sull’occupazione e sulla competitività.