
Addio Brexit, ora a Londra si parla di “Brentry” – Il Regno Unito vuole tornare in Europa
A dieci anni dal referendum che sancì l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, nel dibattito politico britannico sta emergendo un nuovo termine: “Brentry”, fusione tra “Britain” ed “entry”, usato per indicare l’ipotesi di un ritorno di Londra nell’Ue. Un’idea che fino a pochi anni fa sembrava impensabile, ma che oggi viene discussa sempre più apertamente da politici, economisti e opinionisti, soprattutto alla luce delle difficoltà economiche e commerciali seguite alla Brexit.
Molti osservatori ritengono infatti che l’uscita dall’Europa abbia avuto costi elevati per il Regno Unito: crescita rallentata, scambi più complicati, minore influenza internazionale e nuove limitazioni alla libera circolazione dei cittadini. Per questo una parte della politica britannica guarda con interesse a un riavvicinamento a Bruxelles, anche se il tema resta molto delicato.
Il Partito Laburista guidato da Keir Starmer si trova al centro di questo equilibrio difficile. Il premier vuole migliorare i rapporti con l’Unione Europea senza però promettere un ritorno ufficiale nell’Ue, nel mercato unico o nell’unione doganale. Una strategia prudente pensata per non perdere il sostegno degli elettori più euroscettici, soprattutto nelle ex aree industriali favorevoli alla Brexit.
All’interno del Labour, però, non mancano le divisioni. Alcuni esponenti, come Wes Streeting e il sindaco di Londra Sadiq Khan, hanno definito la Brexit un errore e sostengono la necessità di riavvicinarsi maggiormente all’Europa.
Altri preferiscono evitare prese di posizione troppo nette per timore di rafforzare la destra populista di Nigel Farage e Reform UK, che accusano i laburisti di voler cancellare il risultato del referendum del 2016.
Nel frattempo Starmer ha avviato un “reset” nei rapporti con Bruxelles, aumentando la cooperazione su commercio, sicurezza, ricerca scientifica e università. Si parla anche di un possibile ritorno del Regno Unito in programmi europei come Erasmus. Tuttavia il premier continua a escludere un rientro immediato nell’Unione.
I sondaggi mostrano però un cambiamento rispetto al passato: oggi molti britannici desiderano relazioni più strette con l’Europa e una parte crescente dell’opinione pubblica sarebbe favorevole a tornare nell’Ue.