
Torino – Sesso nei centri massaggi orientali. I clienti imbarazzati: “Ero a fare lo shiatsu… Non ricordo” Chieste tre condanne
A Torino si è concluso il processo che vede coinvolti gli ex gestori di due centri massaggi orientali, accusati di aver favorito e organizzato un presunto giro di prostituzione all’interno delle strutture. La procura ha chiesto tre condanne: fino a quattro anni di reclusione e una multa da 6.000 euro per una coppia di ex gestori, oltre a due anni di carcere per un presunto complice. Le accuse riguardano lo sfruttamento della prostituzione, ipotesi che secondo l’accusa sarebbe emersa dalle modalità con cui venivano gestiti gli incontri tra clienti e donne nei locali.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, all’interno dei centri massaggi diverse donne avrebbero ricevuto clienti per prestazioni sessuali, con tariffe concordate e in parte gestite dagli imputati, che avrebbero anche incassato una quota dei guadagni. Elementi a sostegno dell’impianto accusatorio sarebbero emersi anche da contenuti pubblicati su siti a sfondo erotico, dove i locali venivano descritti come luoghi in cui si svolgevano incontri di natura sessuale.
La vicenda risale al 2019 ed è partita dalla denuncia di una delle donne coinvolte, di origine rumena, che inizialmente aveva segnalato irregolarità legate ai contributi e successivamente ha raccontato presunte attività illecite più gravi. La donna ha poi lasciato l’Italia tornando in Romania e non si è presentata alle successive udienze in tribunale, nonostante la convocazione come testimone.
Durante il dibattimento sono stati ascoltati anche 27 clienti dei centri massaggi, molti dei quali hanno mostrato imbarazzo nel rispondere alle domande. Alcuni hanno negato di aver usufruito di prestazioni sessuali, parlando genericamente di trattamenti rilassanti. “Ero a fare lo shiatsu”. “Non ricordo”, sono i commenti imbarazzati.
Altri, invece, hanno ammesso di aver frequentato i locali più volte e di aver pagato per incontri dal costo compreso tra 100 e 120 euro.
La procura ha contestato queste versioni, ritenendo poco credibile la natura esclusivamente terapeutica delle attività svolte nei centri. La difesa, invece, ha chiesto l’assoluzione degli imputati, sostenendo che non vi sarebbero prove sufficienti per dimostrare l’esistenza di un sistema organizzato di sfruttamento della prostituzione. La sentenza è attesa per il mese di luglio.