
Il piccolo Einstein continua a stupire: laureato a 15 anni, ora studia l’immortalità. “Voglio creare un super umano”. Chi è Laurent Simons
Laurent Simons, il giovane prodigio, il “piccolo Einstein del Belgio”, continua a sorprendere il mondo accademico con risultati eccezionali raggiunti in un’età in cui la maggior parte dei coetanei frequenta ancora la scuola superiore. A soli 15 anni ha concluso un dottorato in Fisica quantistica presso l’Università di Anversa, aggiungendo un nuovo capitolo a una carriera che sembra procedere a una velocità fuori dal comune.
Nato a Ostenda nel 2009, Laurent ha manifestato capacità straordinarie fin dall’infanzia. Ha terminato il percorso delle scuole elementari molto prima del previsto, ottenendo il diploma a soli otto anni. Successivamente ha completato una laurea triennale in fisica in appena diciotto mesi, per poi conseguire un master a dodici anni. Il suo talento ha attirato l’attenzione di importanti aziende tecnologiche internazionali, interessate a coinvolgerlo nei propri progetti di ricerca, ma la famiglia ha sempre preferito lasciargli libertà di scelta riguardo al proprio futuro.
Dietro i suoi successi c’è una visione molto chiara. Laurent non considera la fisica un punto d’arrivo, ma uno strumento per comprendere i processi fondamentali della materia e applicare queste conoscenze a obiettivi ancora più ambiziosi. Come aveva dichiarato in passato: “Voglio combinare queste discipline per raggiungere il mio obiettivo, che è quello di prolungare la vita umana”.
Dopo il dottorato, infatti, ha deciso di orientare i propri studi verso la medicina e l’intelligenza artificiale. Trasferitosi a Monaco, ha avviato un nuovo percorso di ricerca dedicato al rapporto tra tecnologie avanzate e biologia. Il progetto, intitolato “Volio creare un super umano”, punta a esplorare possibili soluzioni per contrastare l’invecchiamento, immaginando un futuro in cui organi artificiali, tessuti coltivati in laboratorio e sistemi tecnologici possano contribuire a estendere la durata della vita.
Laurent ha raccontato che la sua motivazione nasce dalle difficoltà di salute vissute dai nonni, ai quali è molto legato. Per questo ha spiegato: “Sono interessato all’immortalità perché i miei nonni soffrono di malattie cardiache e io voglio aiutare gli altri bambini così che non debbano perdere i loro nonni”.
Ma oltre al curriculum impressionante e un quoziente intellettivo stimato intorno a 145, il giovane resta consapevole della propria età. “Sono ancora minorenne. Sono i miei genitori a dover prendere queste decisioni”, ha affermato parlando delle numerose opportunità ricevute. Come sottolinea il padre, convivono due aspetti della sua personalità: il ricercatore brillante e il normale adolescente, un ragazzo che continua a coltivare sogni straordinari senza rinunciare alla propria dimensione umana.