
Caso dei “30 secondi”, ex sindacalista condannato per violenza sessuale sulla hostess. era stato assolto due volte
Dopo otto anni di battaglie legali, la Corte d’Appello di Milano ha condannato a un anno e due mesi un ex sindacalista di 48 anni per violenza sessuale ai danni di un’ex hostess.
Il caso dei “30 secondi”, aveva suscitato forti polemiche perché nei primi due gradi di giudizio l’uomo era stato assolto: secondo i giudici, la donna avrebbe avuto il tempo di reagire durante l’aggressione.
Nel 2025, però, la Corte di Cassazione ha annullato le assoluzioni, chiarendo che il ritardo nella reazione della vittima non esclude il reato, poiché lo shock e l’effetto sorpresa possono impedirne la difesa. Nel nuovo processo d’appello è arrivata la condanna, con il riconoscimento di una provvisionale di 10 mila euro alla vittima.
“Con le due sentenze di primo e secondo grado – spiega la redazione di Rainews24 “l’ex sindacalista era stato assolto dall’accusa di violenza sessuale perché, scrivevano i giudici, la donna in 30 secondi, il tempo in cui l’uomo da dietro le si era avvicinato per compiere la molestia, avrebbe potuto opporsi. Poi, la Cassazione aveva annullato con rinvio l’ultimo verdetto per un nuovo processo d’appello, dopo il ricorso della Procura generale. Il “ritardo nella reazione” della “vittima”, ovvero “nella manifestazione del dissenso”, aveva scritto la Suprema Corte motivando l’annullamento con rinvio della doppia assoluzione, deciso nel febbraio 2025, è “irrilevante” per la “configurazione della violenza sessuale”. E su questo aspetto “la giurisprudenza è netta”, perché la “sorpresa” di fronte all’abuso “può essere tale da superare” la “contraria volontà”, ponendo chi subisce nella “impossibilità di difendersi”. Leggi anche Entra in casa e tenta di violentare una donna a Procida: arrestato un 34enne Milano, abusi di gruppo su studentessa in Erasmus: due ragazzi dai pm per difendersi Il processo Il pg Renna, davanti alla seconda sezione penale della Corte milanese (presidente del collegio Enrico Manzi), aveva chiesto la condanna a 2 anni per l’ex sindacalista.
Nelle precedenti udienze, sempre a porte chiuse – informa ancora Rainews24 – ” la donna aveva testimoniato ancora una volta. “La difesa ha cercato di minare la sua credibilità, che invece è uscita ancora ben salda, ha ripetuto quei fatti”, aveva chiarito il legale di parte civile. I giudici delle sentenze di assoluzione (in primo grado il Tribunale di Busto Arsizio, Varese, nel 2022), invece, avevano scritto che la condotta del sindacalista non aveva “vanificato ogni possibile reazione della parte offesa, essendosi protratta per una finestra temporale”, ossia “20-30 secondi”, che “le avrebbe consentito anche di potersi dileguare”. Poi la decisione dei giudici nell’Appello bis che hanno anche riconosciuto a carico dell’imputato una provvisionale di risarcimento a favore della 49enne da 10mila euro. “Ho pagato un prezzo molto alto” Al termine della sentenza, che pone fine a otto anni di battaglie legali, la donna ha commentato la decisione dei giudici. “Felice no, ma c’è il sollievo per quella che spero sia la fine di una vicenda che in questi anni ha riempito tutta la mia vita. Ho pagato un prezzo molto alto. Difficilmente è passato un giorno senza che la mia testa andasse a questa vicenda. Non c’è mai stata una giornata in cui il mio cervello sia stato libero da questi pensieri”, ha dichiarato l’ex hostess. Il commento del legale della donna L’avvocato Gionata Bonuccelli, legale di parte civile della ex hostess che denunciò l’ex sindacalista, definisce spartiacque la sentenza che ribalta il caso. “La sentenza della Cassazione aveva individuato dei punti fermi sul consenso violato e sul gesto repentino nella violenza sessuale, anche se nella forma attenuata. Ora attendiamo le motivazioni, ma questa è una sentenza spartiacque su questi aspetti, arriva dopo una battaglia giudiziaria iniziata nel 2018”, ovvero più di otto anni fa. Il legale ha poi aggiunto: “Poteva sembrare un caso di facile risoluzione, invece, è stata una battaglia lunga e molto importante. La mia assistita è ancora molto segnata da questa vicenda. Tra l’altro – ha affermato – c’è anche un giudizio di diffamazione a mezzo stampa davanti al Tribunale di Novara per dichiarazioni pesanti dell’imputato con il giudizio che si apre a settembre”. E ancora, ha spiegato il legale: “Lei da sempre ha raccontato un fatto che è un reato. Un fatto storico pacifico: lei aveva un appuntamento di natura sindacale e lui l’ha approcciata di spalle e ha approfittato della situazione e ha proseguito. Per lei questa vicenda – ha concluso – è stata molto dolorosa”.