
Leonardo Del Vecchio lascia Luxottica e lancia le accuse: “Gestione aziendale distante e impersonale”. La svolta del figlio del fondatore
Leonardo Maria Del Vecchio ha deciso di lasciare tutti gli incarichi operativi che ricopriva in EssilorLuxottica, scegliendo di concentrarsi su nuove iniziative imprenditoriali. Il gruppo italo-francese ha confermato le dimissioni, ringraziandolo per il contributo dato allo sviluppo dell’azienda e alla strategia avviata dal padre, Leonardo Del Vecchio, fondatore di Luxottica.
La decisione è stata comunicata attraverso una lettera indirizzata al presidente e amministratore delegato Francesco Milleri e al consiglio di amministrazione. Del Vecchio ha rinunciato alla presidenza di Ray-Ban e al ruolo di chief strategy officer del gruppo. Nella missiva, secondo quanto riportato da Milano Finanza, il figlio del fondatore esprime alcune critiche sulla direzione presa dall’azienda, parlando di una gestione «distante» e «impersonale». A suo giudizio, le persone dovrebbero tornare ad avere un ruolo centrale, come accadeva nella «Luxottica vent’anni fa».
Nel motivare la scelta, Del Vecchio sottolinea di non considerare il suo passo indietro una sconfitta: «Non lascio dopo una sconfitta. Lascio dopo aver fatto il mio lavoro». Ricorda inoltre che il mandato triennale alla guida di Ray-Ban è arrivato alla conclusione con risultati superiori agli obiettivi stabiliti. Tra i risultati rivendicati ci sono un marchio più forte, progetti destinati a proseguire e una squadra ormai autonoma.
Particolarmente significativo il richiamo al metodo seguito dal padre nella costruzione dell’azienda. Del Vecchio sostiene che Leonardo Del Vecchio pretendesse molto dai dipendenti, ma sapesse anche riconoscere il loro impegno: «Mio padre ha costruito Luxottica chiedendo moltissimo alle persone. Ma sapeva una cosa che oggi rischiamo di dimenticare: se chiedi alle persone lealtà, sacrificio e senso di appartenenza, devi essere disposto a restituirli».
Il manager chiarisce però che l’uscita dagli incarichi non equivale a un distacco dalla società. «Continuerò a esercitare fino in fondo la mia responsabilità di azionista attraverso Delfin. Continuerò a difendere l’indipendenza dell’azienda, la sua capacità di crescere e la necessità che abbia una proprietà stabile e una visione lunga». Leonardo Maria detiene il 12,5% di Delfin, holding che controlla importanti partecipazioni finanziarie e industriali. Il suo passo indietro si inserisce inoltre nel complesso riassetto dell’eredità di Leonardo Del Vecchio, sulla quale gli otto eredi non hanno ancora raggiunto un accordo definitivo.