
L’Intelligenza Artificiale entra nella scuola – Ecco tutte le novità per studenti e insegnanti: dall’uso di Gemini allo studio ‘personalizzato’. Cosa cambia
L’intelligenza artificiale è sempre più presente nel mondo della scuola: Google ha presentato in questi giorni diversi strumenti destinati sia agli studenti sia agli insegnanti.
L’obiettivo è trasformare l’AI da semplice chatbot a vero supporto per lo studio e per la gestione delle attività didattiche. Le principali novità riguardano Gemini, Google Search, Classroom e Chromebook. Per alcuni studenti sarà inoltre possibile utilizzare gratuitamente Google AI Plus, con maggiori limiti di utilizzo e 400 GB di spazio di archiviazione.
Una delle innovazioni più importanti riguarda Gemini, che potrà funzionare come una sorta di tutor digitale. Attraverso specifici strumenti di studio, il sistema potrà verificare la preparazione dello studente, individuare le difficoltà e proporre percorsi personalizzati in base agli obiettivi da raggiungere. Anche Google Search sarà orientato maggiormente all’apprendimento: gli studenti potranno creare contenuti interattivi, esercitarsi con quiz e affrontare alcuni problemi passo dopo passo tramite Lens.
L’intelligenza artificiale sarà integrata anche in Google Classroom, soprattutto per facilitare il lavoro degli insegnanti. I docenti potranno preparare guide, quiz e attività personalizzate, stabilendo quali materiali utilizzare come riferimento. In questo modo Gemini potrà lavorare all’interno del programma scelto dall’insegnante. Sarà inoltre possibile analizzare il modo in cui gli studenti utilizzano i materiali e individuare più facilmente le difficoltà della classe.
Un’altra novità riguarda i Chromebook, con una modalità che permette agli insegnanti di limitare l’accesso degli studenti alle attività stabilite, riducendo le distrazioni. Una funzione di apprendimento guidato potrà inoltre fornire assistenza durante gli esercizi.
“Qui entra in gioco uno dei temi più delicati dell’AI a scuola – spiega IlSole 24 Ore – ” i dati. Google specifica che le informazioni di Workspace for Education utilizzate da questi strumenti non vengono impiegate per addestrare i modelli di intelligenza artificiale. L’app Classroom collegata a Gemini viene inizialmente resa disponibile a livello globale in inglese per gli utenti di Google Workspace for Education con più di 18 anni. C’è poi il problema più antico della scuola digitale: la distrazione. Se lo stesso schermo contiene il libro di testo, Gemini, YouTube e il resto di Internet, la tentazione di cambiare finestra è incorporata nell’hardware.
“Google – aggiunge Il Sole 24 Ore – “risponde con la Modalità Focus di Class Tools sui Chromebook. L’insegnante può bloccare gli schermi degli studenti sull’attività scelta, per esempio su Gemini Notebook, oppure fornire supporto durante un esercizio mantenendo gli studenti dentro il materiale approvato. Nei prossimi mesi Google prevede anche un server MCP, cioè Model Context Protocol, per Google Classroom. È una sigla tecnica, ma racconta bene dove sta andando l’AI. MCP serve a permettere a sistemi esterni di collegarsi in modo controllato a dati e strumenti. Nel caso della scuola significa che anche piattaforme EdTech esterne potranno creare connessioni con il contesto presente in Classroom. È forse la novità meno appariscente dell’intero pacchetto, ma una delle più strategiche. La prossima fase dell’intelligenza artificiale nell’istruzione potrebbe infatti giocarsi meno sulla bravura del chatbot nel rispondere alle domande e molto di più sulla sua capacità di conoscere il programma, i materiali, i compiti e il livello reale della classe”.