
Torino – Troppi docenti rinunciano al posto fisso al Nord -Stipendi a 1400 euro, ma affitti a oltre 700 (se va bene..): “Situazione impossibile”
Sempre più insegnanti rinunciano alla posto fisso al Nord perché lo stipendio non basta a sostenere il costo della vita. Con una retribuzione mensile di circa 1.480 euro e canoni che in molte città superano i 700 euro, il trasferimento diventa economicamente insostenibile. I sindacati segnalano numeri significativi: in Toscana circa 300 docenti hanno rifiutato il ruolo, in Friuli Venezia Giulia 383, mentre in Liguria sono state effettuate soltanto 562 nomine su 1.407 posti disponibili. In Lombardia restano inoltre migliaia di cattedre vacanti.
Il problema riguarda soprattutto i lavoratori provenienti dal Sud e dal Centro Italia, che dopo anni di precariato si trovano a dover scegliere tra l’agognato posto fisso e la possibilità concreta di mantenersi lontano da casa. “Il fenomeno del caro affitti – spiega a ilfattoquotidiano.it il segretario nazionale della Uil Scuola, Giuseppe D’Aprile – ormai è dilagante in tutto il territorio nazionale per cui il personale della scuola, indipendentemente dalla regione di servizio, ne resta inevitabilmente penalizzato dal momento che le retribuzioni non coprono il costo della vita”.
Le differenze nei prezzi delle abitazioni rendono particolarmente difficile la situazione nelle grandi città. A Firenze una stanza o un piccolo appartamento può incidere pesantemente sullo stipendio; a Bergamo una camera condivisa può costare circa 500 euro, mentre a Milano una singola arriva facilmente a 600-800 euro e un monolocale può superare i 1.000. Anche Roma presenta costi elevati, con circa 700 euro per una stanza.
Per Marcello Pacifico, presidente nazionale dell’Anief, “La decisione di non entrare in ruolo – dice il presidente nazionale dell’Anief, Marcello Pacifico – per molti di loro ha il sapore della beffa se solo si pensa che sono da diversi anni in attesa di questo momento di stabilizzazione professionale.” Il sindacato propone aiuti per chi lavora lontano da casa, agevolazioni fiscali e interventi sui trasporti.
D’Aprile chiede infine misure di welfare per sostenere affitti, mobilità, famiglia e formazione: “Accanto agli interventi sulle retribuzioni, è necessario sviluppare strumenti di welfare contrattuale che aiutino concretamente tutto il personale della scuola ad affrontare i costi legati all’abitare, alla mobilità, alla genitorialità e alla formazione, indipendentemente dalla regione di servizio.”