
Università, la laurea in Ingegneria diventa abilitante – Darà accesso all’Albo: cosa cambia
La laurea magistrale in Ingegneria potrebbe presto diventare abilitante, introducendo un cambiamento importante nel percorso necessario per esercitare la professione. Il nuovo sistema, previsto dalla legge 163/2021, è ormai vicino alla conclusione dell’iter e potrebbe entrare in vigore già dal prossimo anno accademico, dopo l’approvazione dei provvedimenti necessari.
La principale novità riguarda il superamento dell’attuale esame di Stato. Nel percorso universitario sarà infatti inserito un tirocinio pratico-valutativo accompagnato da una prova dedicata agli aspetti professionali e ordinistici. In questo modo, il conseguimento della laurea magistrale permetterà anche di ottenere l’abilitazione necessaria per l’accesso all’Albo degli ingegneri. Le classi di laurea interessate saranno 21 e comprenderanno, tra le altre, ingegneria civile, ambientale, aerospaziale, chimica, elettrica, meccanica, informatica, delle telecomunicazioni, biomedica e gestionale.
La riforma coinvolgerà anche la struttura dell’Albo. La sezione B, attualmente riservata agli ingegneri junior, verrà gradualmente eliminata, mentre i settori professionali passeranno dagli attuali tre a cinque: civile e ambientale, industriale, dell’informazione, biomedica e clinica e gestionale. L’accesso ai nuovi settori sarà riservato ai laureati magistrali.
Per chi avrà conseguito il titolo prima dell’entrata in vigore della riforma resterà invece previsto l’esame di Stato. Saranno inoltre predisposti percorsi per permettere agli ingegneri già iscritti alla sezione A di ampliare la propria iscrizione ad altri settori.
L’obiettivo della riforma è anche quello di ridurre la distanza tra il numero dei laureati e quello degli iscritti all’Albo. Attualmente, secondo i dati citati dal Consiglio nazionale degli ingegneri, gli iscritti sono circa 253 mila, mentre le persone con un titolo accademico in ingegneria superano il milione. Una differenza che evidenzia quanti professionisti lavorino in ambiti tecnologici e strategici senza essere collegati al sistema ordinistico.