
Torino – C’è il permesso di costruire la moschea in città. “Accoglierà mille fedeli”: ecco dove (e il progetto)
A Torino il permesso per costruire una moschea. Dopo anni di attesa, il Comune ha rilasciato il permesso di costruire per trasformare l’ex Fonderia Nebiolo, tra via Bologna e corso Novara, in un nuovo centro islamico. Il progetto, promosso dalla Confederazione islamica italiana, punta ad aprire il cantiere entro la fine dell’anno e prevede una sala di preghiera capace di accogliere circa mille persone.
La moschea, però, rappresenterà solo una parte del futuro complesso. Circa l’80% degli spazi sarà infatti dedicato ad attività differenti dal culto. Sono previsti uno studentato universitario con abitazioni a prezzi calmierati, una biblioteca, aree per lo studio e ambienti destinati a iniziative culturali. L’idea è creare un luogo aperto anche alla città, favorendo il dialogo tra comunità religiose e realtà associative del territorio.
L’intervento interessa circa 6mila metri quadrati e, secondo il progetto presentato nel 2025, richiederà un investimento di circa 17 milioni di euro. Tra gli elementi architettonici più caratteristici ci sarà un minareto alto una ventina di metri.
La trasformazione interesserà uno storico simbolo della Torino industriale del Novecento. Nell’ex Fonderia Nebiolo venivano prodotti componenti in ghisa destinati alle macchine tipografiche. Lo stabilimento, segnato anche dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, ha progressivamente chiuso tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta. Il recupero dovrà conservare le caratteristiche storiche degli edifici, sottoposti alla tutela della Soprintendenza, che ha già autorizzato l’intervento.
Restano ora da definire gli ultimi dettagli del progetto esecutivo e il calendario dei lavori.
Intanto l’iniziativa continua a suscitare dibattito politico: nei mesi scorsi sono state presentate proposte per bloccare la realizzazione della moschea, mentre il Consiglio comunale è chiamato a fare il punto su tempi e modalità dell’intervento.