
‘Naza’ batte Tom Cruise – Il film sulla distruzione di Gaza vola negli incassi e supera i colossi di Hollywood: “Un successo clamoroso”
In Italia, a sorprendere tutti è Naza, il documentario firmato dagli israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor, che dopo appena una settimana nelle sale ha superato i 3 milioni di euro e si avvicina ai 400mila spettatori. Un risultato fuori scala, clamoroso, per un film che, sulla carta, avrebbe dovuto muoversi in una nicchia e che invece si è messo alle spalle produzioni hollywoodiane ben più costose e sostenute da star internazionali.
Il confronto è quasi surreale. Nel fine settimana il documentario ha incassato quasi tre volte più di Digger, il nuovo film con Tom Cruise, fermo a circa 167mila euro nella sola domenica. Heart of the Beast, con Brad Pitt, ha raccolto 248mila euro, mentre titoli come Avengers: Endgame e Resident Evil sembrano già avviati verso la fase calante della loro corsa. Naza, invece, continua a macinare pubblico e potrebbe presto superare anche gli incassi complessivi di alcuni dei suoi rivali.
A I Wonder Pictures, distributore italiano del film, il successo viene osservato con entusiasmo ma senza lasciarsi prendere dall’euforia. Il documentario è presente in circa 500 sale e, considerando i costi contenuti dell’operazione, potrebbe arrivare a un bottino finale vicino ai 5 milioni di euro. Una cifra notevole, soprattutto se confrontata con quella ottenuta da The Substance, costato molto di più per la distribuzione e arrivato a poco più di 3 milioni.
Ma il fenomeno Naza non è soltanto una storia di numeri. È anche un caso culturale e politico: per la prima volta un documentario legato alla guerra conquista la vetta del box office italiano.
Le immagini raccontano di sale affollate, spettatori in silenzio durante le proiezioni e persone commosse all’uscita. E mentre Hollywood arranca, il cinema italiano resta quasi invisibile: l’unico titolo nazionale nella top ten è La città dei vivi d Edoardo Gabriellini, ottavo in classifica.