
Torino – Caos totale, dal centro a corso Giulio: manganellate, cariche e idranti. Foto di Meloni bruciata. Sono centinaia i manifestanti identificati
La giornata di protesta del 24 ottobre a Torino ha visto momenti di altissima tensione, culminati in scontri tra manifestanti e forze dell’ordine.
La mobilitazione, organizzata contro il caro vita, l’aumento dei prezzi dei carburanti, il riarmo e la costruzione dei data center, ha richiamato migliaia di persone nel centro cittadino.
In serata, i disordini sono proseguiti in corso Principe Oddone, dove gli agenti hanno utilizzato lacrimogeni e idranti per disperdere i partecipanti. Alcuni manifestanti hanno lanciato oggetti e fuochi d’artificio contro le forze dell’ordine, mentre gruppi con il volto coperto hanno tentato di realizzare barricate con materiali recuperati da un cantiere. Un autobus Gtt è rimasto bloccato.
Poco prima, in corso Giulio Cesare, il lancio di oggetti e fumogeni contro gli agenti aveva provocato una nuova risposta con lacrimogeni. Le migliaia di persone ancora in corteo, dopo aver attraversato corso Palermo e corso Brescia, cercavano di raggiungere Porta Palazzo, ma hanno incontrato uno sbarramento. Le tensioni sono poi proseguite lungo Dora Napoli.
Nel corso della manifestazione, la questura ha comunicato di aver identificato 302 persone, 57 delle quali con precedenti. Sei sono state denunciate per il presunto possesso di oggetti offensivi o destinati a coprire il volto.
Nel tardo pomeriggio, dopo diversi tentativi di uscire da piazza Castello, i manifestanti hanno affrontato nuovi blocchi in lungo Dora Savona e piazza San Giovanni, dove gli agenti hanno effettuato cariche e utilizzato i manganelli. Analoghi episodi si erano verificati in via Po, quando il corteo aveva cercato di attraversare il centro.
La protesta era iniziata con oltre mille partecipanti in piazza Castello, tra studenti e attivisti di diverse organizzazioni.
Un manifestante aveva inoltre incendiato un cartellone raffigurante Giorgia Meloni. Già dalle prime ore, le forze dell’ordine presidiavano i punti strategici della città, mentre alcune linee del trasporto pubblico venivano deviate e diversi commercianti valutavano di chiudere i negozi per precauzione.