
A Torino cambiano ancora le regole dei dehors: stop rinnovi annuali e rischio chiusura per chi disturba. Le novità
Il Comune di Torino si prepara a rinnovare la disciplina dei dehors di bar e ristoranti, con l’obiettivo di semplificare il lavoro degli esercenti e, allo stesso tempo, tutelare la tranquillità dei residenti. Tra le principali modifiche: autorizzazioni senza scadenza annuale, procedure amministrative più snelle e controlli più rigorosi per chi non rispetta le regole.
Una delle novità riguarda l’introduzione di una cauzione commisurata al valore delle strutture installate. La somma servirà a coprire almeno in parte le spese di rimozione dei dehors lasciati sul suolo pubblico dopo la chiusura o il fallimento di un’attività, evitando costi a carico dell’amministrazione e problemi di decoro urbano.
Sul fronte burocratico, le concessioni potranno diventare a tempo indeterminato. La sostituzione di sedie, tavoli e ombrelloni con elementi equivalenti e conformi non richiederà nuove pratiche. Per le installazioni più piccole, inferiori a quattro metri quadrati e composte da pochi arredi, non sarà necessario presentare un progetto professionale. Inoltre, le strutture già autorizzate potranno essere trasformate in padiglioni senza dover essere smontate. Sono previste anche soluzioni specifiche per alcune aree, comprese quelle vicine ai corsi d’acqua.
Più rigide saranno invece le disposizioni per gli esercizi responsabili di disturbi e violazioni. Rumori eccessivi, problemi di sicurezza e ordine pubblico, vendita irregolare di alcolici e inosservanza delle ordinanze potranno determinare la revoca della concessione. In caso di infrazioni ripetute, il titolare non potrà richiedere nuove occupazioni di suolo pubblico per dodici mesi. Anche alcuni debiti relativi ai parcheggi potranno impedire il rilascio delle autorizzazioni.
Infine, il Comune potrà vietare i dehors in determinate zone residenziali e stabilire limiti di capienza nelle aree più frequentate. L’obiettivo è trovare un equilibrio tra le esigenze commerciali e il diritto degli abitanti al riposo.