
A Torino è allarme Polmonite fra i giovanissimi: tanti casi fra bambini e ragazzi: “Più vulnerabili per mancanza di anticorpi”
Cresce l’allerta per l’aumento di polmoniti e infezioni respiratorie tra bambini e ragazzi.
A fine dicembre il sistema di monitoraggio RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità ha registrato oltre 816 mila casi di sindromi respiratorie acute, circa 100 mila in più rispetto alla settimana precedente. Più del 40% è legato a virus influenzali e, in oltre metà dei casi, al nuovo ceppo K dell’influenza A/H3N2, ormai prevalente.
I più colpiti risultano i bambini sotto i 4 anni, con un’incidenza nettamente superiore alla media della popolazione. Questa ondata, tra fine 2025 e inizio 2026, conferma che l’epidemia non riguarda solo gli anziani, sebbene restino molto esposti: in alcuni ospedali quasi la metà degli ultraottantenni con insufficienza respiratoria presenta una polmonite.
Preoccupante anche il quadro pediatrico.
Al Regina Margherita di Torino si sono contati diversi ricoveri in terapia intensiva per gravi insufficienze respiratorie, spesso associate all’influenza A. Durante le vacanze natalizie, un quarto degli accessi pediatrici al pronto soccorso è stato per disturbi respiratori e circa il 10% ha richiesto il ricovero. Le forme più severe hanno colpito soprattutto bambini piccoli e non immunizzati.
Gli specialisti spiegano che la variante K rende il virus più insidioso, perché elude in parte le difese immunitarie e riduce l’efficacia vaccinale, pur restando la vaccinazione fondamentale. Bambini e giovani, avendo meno anticorpi, sono più vulnerabili a polmoniti anche gravi, spesso favorite da sovrainfezioni batteriche. Migliora invece la situazione del virus respiratorio sinciziale, quasi scomparso grazie alla profilassi con anticorpi monoclonali nei neonati.