A Torino il caro bollette mette in crisi l’artigianato – “1800 imprese a rischio chiusura”, è allarme

10/04/2022

A Torino l’allarme bollette mette in crisi l’artigianato: “Migliaia di imprese a rischio chiusura”.

Le difficoltà riguardano tutte le 62mila aziende piemontesi. Molte sono persino a rischio chiusura per il rincaro di diverse materie prime: dall’energia al gas, dai carburanti al petrolio.

E alcune imprese del territorio pensano persino di fermare le produzioni, perché in questo momento risultano in perdita.

Così ha spiegato Dino De Santis, presidente di Confartigianato Torino, alla Repubblica: “Le imprese sono al collasso perché non si aspettavano questo ulteriore aumento di costi fissi in tema di energia e di gas. Alcune stanno valutando di interrompere le produzioni perché conviene fermarsi piuttosto che proseguire l’attività rimettendoci. Il momento è difficilissimo  Al caro carburante, all’aumento dei costi in bolletta, alla difficoltà nel reperimento e all’aumento dei costi delle materie prime, agli effetti sulla nostra economia delle sanzioni imposte alla Russia, si aggiunge un elemento estremamente preoccupante: sta venendo meno quel clima di fiducia che gli imprenditori erano riusciti a recuperare dopo due anni di pandemia in cui hanno fatto il possibile per reggere l’urto della crisi».

Solo a Torino sono oltre 30mila le aziende che pagano le conseguenze della crisi economica internazionale. A rischio in particolare 1831 piccole e medie imprese, che danno lavoro a 12.707 persone. «Proprio quando l’economia italiana si stava riprendendo – ha concluso De Santis, intervistato da Repubblica – “ora si crea un ulteriore deficit per il nostro Paese. È assolutamente necessario che venga rifinanziato l’ammortizzatore straordinario per le imprese artigiane”.

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