
A Torino la crisi nera del commercio di quartiere: in un anno perse centinaia di attività, più di una al giorno. I dati allarmanti
Il commercio torinese continua a ridursi: in dodici mesi la città ha perso 372 attività commerciali, con una diminuzione superiore a un esercizio al giorno. Il dato emerge dall’analisi della Camera di commercio di Torino, che ha confrontato la situazione tra il 30 giugno 2025 e il 30 giugno 2026. Le imprese registrate nel capoluogo sono passate da 23.102 a 22.730, segnando una flessione dell’1,6%.
Il calo riguarda anche l’intera Città metropolitana, dove sono state cancellate 769 attività, scese da 46.607 a 45.838, sempre con una variazione negativa dell’1,6%. La crisi coinvolge sia il commercio all’ingrosso sia quello al dettaglio: a Torino il settore della distribuzione all’ingrosso ha perso 241 imprese (-2,8%), mentre i negozi al dettaglio sono diminuiti di 131 unità (-0,9%). Nell’area metropolitana il commercio all’ingrosso ha registrato un calo di 406 attività, mentre il dettaglio ne ha perse 363.
I numeri confermano una tendenza già presente da tempo, con una progressiva riduzione dei negozi presenti nei quartieri cittadini e nei comuni della cintura. Nel 2025 il commercio rappresentava il 23,2% delle imprese complessive del territorio, ma aveva già subito una contrazione dell’1,1% rispetto all’anno precedente.
Le difficoltà maggiori colpiscono soprattutto i piccoli esercizi tradizionali. Tra le attività più penalizzate figurano macellerie, negozi di frutta e verdura, punti vendita di abbigliamento e calzature, esercizi dedicati ai prodotti culturali e ricreativi e quelli per la casa. Al contrario, mostrano maggiore stabilità supermercati, minimarket e ipermercati, mentre risultano in crescita i negozi specializzati in profumeria, erboristeria, informatica, telefonia e apparecchiature audio-video.
Segnali incoraggianti arrivano invece dal settore dei servizi: aumentano le strutture ricettive come bed and breakfast e affitti brevi, crescono leggermente i ristoranti e anche le attività di cibo da asporto. Un cambiamento che evidenzia una trasformazione delle abitudini dei consumatori e del modello commerciale della città.